Sicurezza
Corchia: «Rumori e movida, così si uccide il turismo»
Il presidente di Federalberghi Toscana andrà a parlarne al prefetto di Lucca «Troppo chiasso la notte a Roma Imperiale. I clienti non riescono a dormire»
Forte dei Marmi
La movida che fino al mattino, incurante che tutt’intorno ci siano alberghi oppure ville, schiamazza e rende invivibile intere zone del paese ci sta uccidendo. A sostenerlo, senza mezzi termini, è Paolo Corchia, presidente di Federalberghi e suo malgrado titolare di uno di cinque hotel che più di altri, alle soglie di Roma Imperiale, devono fare i conti da anni con questi problemi.
«Non bastava la pandemia a creare difficoltà che stanno minando alla base, e nostro malgrado, l’intero settore – denuncia Corchia – problemi che ci stavano facendo quasi dimenticare i rumori molesti notturni che da anni tormentano i nostri ospiti e questa zona in particolare. In questi giorni invece siamo stati riportati con i piedi a terra e i fatti hanno provveduto a rammentarci che dobbiamo fare i conti anche con questo modo sguaiato e incomprensibile di passare le notti». E non stiamo parlando di una novità: già due anni fa Corchia lamentava: «Vanno bene la sicurezza e la tranquillità in spiaggia e in paese, ma bisogna metter mano al più presto anche alla tranquillità notturna di chi vuole riposare e dormire nei nostri alberghi»
Oggi ritorna sull’argomento. «Facendo mia un battuta che ripete spesso il collega Giorgio Priami dell’Astor Victoria – prosegue Corchia – siamo al paradosso che si dorme meglio in spiaggia, piuttosto che in albergo la notte. Nella nostra zona ci sono purtroppo dei locali che vedono innumerevoli giovani assiepati negli immediati paraggi e così nelle nostre camere che si affacciano sulla zona il riposo notturno è sempre un’incognita. Complici anche i tanti ragazzi che in uscita dai locali permangono in strada e impediscono il deflusso alle auto in transito che a quel punto si armano di clacson per tentare di passare e di protestare. Un vero carosello di rumori e schiamazzi che non è più accettabile. Per questo chiediamo all’amministrazione comunale e alle autorità maggiori controlli e di studiare accuratamente la situazione in modo da minimizzare questi disagi insopportabili. Personalmente andrò dal prefetto di Lucca a chiedere più controlli oltre al divieto assoluto delle soste dei gruppi notturni in strada e il controllo con le telecamere per identificare i trasgressori».
Per il presidente di Federalberghi ci vuole «coraggio di affrontare queste situazioni: «Per noi albergatori sarà sempre più dura, anzi durissima, in una stagione, che per l’ospitalità alberghiera sappiamo già che esiti potrebbe avere. Dalle nostre parti cioè la zona di via Caio Duilio e viale Morin – continua Corchia – ci sono diverse strutture alberghiere con quasi 200 posti di lavoro e numerose ville e tutti si aspettano una soluzione da tempo. Noi siamo stati tra i primi tre anni fa a credere nel Progetto sicurezza dell’amministrazione Murzi e continuiamo a crederci, anche se quest’anno ha avuto una pausa con il Progetto steward, ma adesso caro Sindaco è maturo il tempo di un progetto tranquillità per tutelare il soggiorno e il riposo di chi vive in villa e in albergo; è un fatto di qualità del nostro turismo che voi amministratori e noi operatori non possiamo più disattendere.
Insomma gli albergatori non voglio più sentire sciami di giovani che chiacchierano e schiamazzano, e auto che fanno caroselli sonori. «La situazione va arginata, – conclude il presidente Corchia – e bisogna limitare le situazioni di maleducazione e di arroganza». —
R. F.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
