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Versilia

i due casi di seravezza 

Tarabella: l’Asl deve dirci subito il nome dei positivi

Tiziano Baldi Galleni
Tarabella: l’Asl deve dirci subito il nome dei positivi

Il sindaco chiede al dipartimento prevenzione più velocità nel comunicare. Ieri l’azienda sanitaria ha garantito che adotterà nuove procedure

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Seravezza

«Secondo me è una questione di disattenzione». Non ha dubbi il primo cittadino di Seravezza, Riccardo Tarabella. Se l’Asl, il dipartimento di prevenzione del Versilia, non ha comunicato con celerità la presenza di due residenti a Seravezza affetti da covid-19 è solo negligenza. Perché, adesso che il peso della pandemia sul sistema sanitario è minore, la prassi dovrebbe essere più efficace secondo il sindaco. Invece Seravezza ha ricevuto la notizia dei due nuovi casi - una signora senegalese e il figlio - tre giorni dopo. Così, Tarabella è andato su tutte le furie in un video su Facebook, attaccando l’Asl per non averne dato comunicazione subito al Comune.

«Io pretendo, in una fase come questa, in cui si parte da zero ma abbiamo un’esperienza pregressa, che la prassi preveda che, se scopri un positivo, immediatamente deve partire una comunicazione al sindaco o all’ufficio protezione civile – dice Tarabella – capivo quando avevano a che fare con decine di situazioni, ma ora se hai un caso (va bene, erano di più perché ci sono stati anche quelli di Viareggio, ma comunque pochi) allora pretendo, come lo hanno fatto notare tutti i sindaci della Versilia, un iter che ci tenga aggiornati in tempo reale».

Intanto l’Azienda sanitaria locale Toscana nord ovest ha fatto sapere a Il Tirreno che «durante la pandemia veniva messo in atto un percorso articolato e complesso. Da ora in poi invece l’Asl comunicherà direttamente ai Comuni i dati relativi alle persone risultate positive ai tamponi».

Dunque una buona notizia per tutti i territori e per il sindaco di Seravezza, le cui lamentele non sono state del tutto inutili.

«Di norma, appena ci informano sul nome dei contagiati – spiega Tarabella – il Comune mette in atto il blocco contatti. Ad esempio, appena l’ho saputo, lunedì, ho incaricato la polizia municipale di andare a controllare se la famiglia stava rispettando la quarantena nella propria residenza. Le nostre interviste, per capire chi è entrato in contatto con il contagiato, sono più efficaci: io ho subito saputo che la capofamiglia in questione aveva avuto una visita in casa, che i figli hanno giocato con altri ragazzi, che lei è stata vista al mercato e in farmacia. Ricostruito tutto ciò noi forniamo all’Asl l’elenco dei nomi di chi è entrato in contatto, e loro fanno ciò che credono più opportuno».

Nel video postato su Facebook lunedì da Tarabella, in cui si è sfogato con l’Azienda sanitaria e ha comunicato ai cittadini i due nuovi casi su Seravezza, il sindaco si è lasciato andare a una descrizione abbastanza precisa, che ha reso praticamente riconoscibile la cittadina positiva al covid-19.

«Da ora in poi farò così – ha concluso Riccardo Tarabella – perché il cittadino non deve crocifiggersi, ma lui e tutti insieme dobbiamo lavorare per sconfiggere il male del secolo». —

Tiziano Baldi Galleni

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