Il Tirreno

Versilia

Striscioni di protesta compaiono nella notte a Quiesa e nelle altre frazioni

gabriele buffoni
Striscioni di protesta compaiono nella notte a Quiesa e nelle altre frazioni

Il comitato della scuola non rivendica l’affissione ma chiarisce «Li condividiamo, l’esasperazione dei genitori è al limite» 

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la MANIFESTAZIONE

«A Quiesa 151 bambini aspettano la scuola, Comune vergognati!». Oppure «quale "coscienza" dice di togliere asili, mense e scuole?». Sono solo due dei tanti striscioni che nella notte tra sabato e domenica hanno affollato la frazione di Quiesa, nel comune di Massarosa, e non solo: alcuni sono comparsi anche in altre frazioni e nel capoluogo.

Affissi nelle ore in cui nessuno era in strada, tutti trattano lo stesso tema: il futuro della scuola di Quiesa e, più in generale, dei servizi scolastici che non sono compresi nella previsione di bilancio dell'amministrazione guidata dal sindaco Alberto Coluccini. Nonostante questo, resta un rebus da risolvere: chi ha appeso questi striscioni di aperta contestazione al primo cittadino? Il Comitato per la scuola di Quiesa infatti si smarca da quest'iniziativa.

«Non siamo stati noi ad affiggere gli striscioni comparsi domenica mattina - ammette Marzia Lucchesi, una dei portavoce del gruppo - come anche in precedenti occasioni in cui cartelli del genere sono comparsi. È un tipo di protesta che non abbiamo promosso ma - precisa - che rispecchia comunque il nostro pensiero e che perciò appoggiamo: finché c'è rispetto delle regole e la possibilità di protestare pacificamente, il tema della scuola per noi avrà sempre la massima importanza. L'esasperazione dei genitori adesso è davvero tanta, soprattutto a fronte del comportamento dell'amministrazione verso questo argomento. A causa di quanto accaduto con il Coronavirus - spiega Lucchesi - servono risposte quanto prima per i genitori e per i tanti bambini che aspettano di capire come e dove poter tornare a scuola. Nessuno però le fornisce, nemmeno alle stesse dirigenti scolastiche: a Quiesa poi - prosegue - siamo messi ancora peggio dato che non abbiamo proprio l'edificio scolastico in cui poter mandare i nostri bambini a settembre ma la cosa riguarda comunque tutto il territorio comunale dato che anche in altre frazioni si riscontrano diversi problemi». La protesta però non riguarda solo gli edifici. «Il bilancio taglia su tutti i servizi - ammette Lucchesi - dal trasporto alla mensa scolastica: questi non sono solo momenti importanti per i bambini, parte dell'esperienza che dovrebbe rappresentare la scuola, ma anche aiuti fondamentali alle famiglie. Non si possono tagliare solo per far quadrare i conti senza pensare alle conseguenze sui cittadini». —

gabriele buffoni

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