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a capezzano pianore 

Oltre cento batterie e 50 sacchi di rifiuti raccolti in un torrente

Gabriele Noli
Oltre cento batterie e 50 sacchi di rifiuti raccolti in un torrente

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capezzano

«Mai visto niente di simile» esclama Giorgio Silicani con lo stupore di chi si è trovato di fronte ad una scena di straordinario degrado, dove l’accezione dell’aggettivo è la peggiore possibile. E se persino lui – abituato ad organizzare iniziative di raccolta di rifiuti – è rimasto sorpreso, significa che davvero in un tratto a margine del rio Frantoiaccio – zona Selvaiana, a Capezzano Pianore – giaceva una smisurata quantità di materiale abbandonato da chissà quanto tempo.

I circa cinquanta sacchi neri riempiti in una mattinata (sabato) ne sono la più diretta testimonianza: il clamore maggiore lo suscitano le 125 batterie di grandi dimensioni, rinvenute e portate via così come decine di bottiglie di vetro e plastica (alcune colme di urina), pentole, scarpe, vestiti, resti di cibo, medicine e anche sacchetti con le feci all’interno. «Quando ci è stato detto che quella zona era dissequestrata ci siamo organizzati per ripulirla - spiega Silicani - sapevamo che versava in condizioni terribili ma non pensavamo sino a tal punto». Un contesto che Silicani definisce “allucinante”, con la ferma convinzione che lì «si era formato un vero e proprio accampamento». L’altro gruppo dell’associazione “Insieme si può – per Camaiore”, protagonista dell’iniziativa, si è invece concentrato su zone meno impervie ma comunque sporche.

«Se nessuno le avesse tolte – aggiunge Silicani – tutte quelle batterie nel letto del torrente avrebbero potuto provocare un danno ambientale enorme: una vergogna indicibile». I sacchi contenenti i vari rifiuti sono stati ritirati dagli operatori di Ersu, preventivamente avvisati della raccolta. «Si spera che per un po’ non ci sia più bisogno di intervenire in quella o in altre aree vicino al torrente. In caso contrario, andremo nuovamente a pulire». Seppur a mente fredda, l’animo di Silicani rimane pervaso dall’incredulità. «È proprio vero che certe cose le devi vedere con i tuoi occhi per crederci. Ancora adesso - conclude sconvolto Silicani - fatico a trovare le parole». —

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