Il Tirreno

Versilia

weekend di violenza 

«Costretto a chiudermi nel locale per evitare la furia dei giovani»

Gabriele Buffoni
«Costretto a chiudermi nel locale per evitare la furia dei giovani»

Parla Ezio Panseri, titolare della gelateria Modo sulla passeggiata di Lido: «Non è la prima volta che capitano cose simili, c’è bisogno di più protezione»

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«La prego, ci faccia entrare!». Le urla, il parapiglia, una richiesta accorata d'aiuto. È la notte tra sabato e domenica, nel cuore del week-end, ed Ezio Panseri - 73 anni, titolare dal 2008 della gelateria Modo a Lido di Camaiore - non ci ha pensato su due volte: ha aperto la porta del negozio lasciando entrare i due ragazzini impauriti e poi l'ha sprangata, aiutato da un dipendente, facendo opposizione con il suo stesso corpo per evitare che altri facessero irruzione.

Fuori intanto, sulla passeggiata e per la precisione in piazza Matteotti - ai piedi del pontile della frazione - si scatenava un caos da far-west: oltre una trentina di ragazzi - alcuni maggiorenni ma anche molti minori, secondo le stime della polizia di Stato che conferma anche che il gruppo era formato da giovani del posto, provenienti da Viareggio e Lido - hanno preso a darsele di santa ragione. Calci, pugni e bottiglie vuote lanciate come armi contundenti in quella che si può definire come una rissa in piena regola. «Ero qui insieme ad un ragazzo che ci fa da banconista - racconta Panseri - era quasi l'una di notte e stavamo iniziando a mettere a posto per poi chiudere quando due ragazzini, non più che quindicenni, si sono precipitati in gelateria chiedendoci di non costringerli ad uscire: avevano bisogno di rimanere al sicuro da gente che li voleva picchiare. Allarmati ci siamo subito diretti alla porta, giusto in tempo per chiuderla e opporci con il peso dei nostri corpi alla furia di quelli che da fuori volevano entrare. A forza di spintoni - prosegue il titolare della gelateria - siamo riusciti a contenerli finché evidentemente non si sono stancati e si sono allontanati più verso il pontile: erano tutti "sbarbatelli" - spiega - mi meraviglierei se ci fosse stato qualche maggiorenne tra loro, mi sembravano tutti dai 14 ai 20 anni al massimo. Erano anche visibilmente alterati dall'alcool, tant'è che al negozio di abbigliamento qui accanto, che era chiuso, hanno vomitato sulla porta e poi hanno anche rotto un vaso».

Asserragliato dentro il proprio negozio, Panseri è rimasto di guardia alla porta fino all'arrivo della polizia municipale a cui ha raccontato i fatti. La situazione però si è calmata solo apparentemente. «Dopo circa una mezz'ora che questi ragazzi continuavano a gironzolare per la zona del pontile, spostandosi più verso l'altro versante della piazza, il parapiglia si è acceso di nuovo. Ero rimasto qui per controllare che non venissero a far danni al negozio quando dalle parti del bagno Cristallo ho sentito ripartire la rissa e le urla». Una seconda scazzottata che ha attirato nuovamente l'attenzione delle forze dell'ordine: sul posto sono intervenuti polizia, Carabinieri e polizia municipale ma al suono delle sirene la ressa di ragazzini ha iniziato a disperdersi velocemente, fuggendo anche attraverso la spiaggia, tanto che sono stati solo cinque (tutti maggiorenni) quelli individuati dalle forze di polizia.

«Non è la prima volta che capitano eventi di questo genere purtroppo - ammette Panseri - qui ogni sabato sera la situazione rischia di degenerare, con tantissimi ragazzi che arrivano già muniti di alcool e si piazzano al pontile a bere e a ubriacarsi: avremmo bisogno di una pattuglia fissa di Carabinieri o polizia nel week-end, almeno fino all'una o due di notte, anche solo con funzione di deterrente perché poi, oltre all'incolumità dei giovani, a rischiare danni sono anche le attività commerciali». —



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