Gioco
Diciottenne disperso in mare dopo essersi tuffato dal pontile
Il giovane originario del Ghana è residente a Parma Immediate le ricerche con elicotteri e sommozzatori
forte dei marmi
Un grido squarcia a metà la domenica estiva a Forte dei Marmi. Sono le 12.40: per la maggior parte di coloro che hanno scelto di trascorrere questo primo week-end di luglio in Versilia è quasi ora di pranzo, nel mare - praticamente piatto, salvo per qualche stanco flutto - a fare il bagno sono solo i ritardatari al tavolo della domenica, quelli che vogliono godersi fino in fondo la frescura dell’acqua. Tanto che per i bagnini che hanno ricoperto la sorveglianza mattutina è quasi giunta la fine del turno.
Sono le 12.40, quando a spezzare il silenzio è un ragazzo di colore che corre a perdifiato verso la spiaggia percorrendo il lungo pontile simbolo del paese: grida aiuto, non per sé ma per l’amico Jones Akwasi Aboagye, appena diciottenne (aveva compiuto gli anni lo scorso 4 giugno), come lui originario del Ghana ma residente a Parma, che non riesce più a riemergere da quelle acque tanto placide alla vista. Sono arrivati in Versilia dalla città emiliana tutti insieme, un gruppo di una decina tra ragazzi e ragazze, e stavano percorrendo il camminamento a mare quando il loro amico ha deciso di farsi un tuffo dalla balaustra. Senza però riuscire più a riemergere dalle acque che in quel punto del pontile - appena oltre la passerella che fino a pochi anni fa (prima che il Comune di Forte avviasse i lavori di rifacimento dei piloni)serviva all’imbarco dei turisti sul traghetto per le Cinque Terre - sono profonde circa tre metri e mezzo, con picchi di fondale di quattro metri.
La voce del ragazzo è agitata, tanto da allarmare immediatamente i bagnini che si gettano al salvataggio. Del diciottenne in mare però, seppur il primo intervento è arrivato dopo poco più di un minuto, non c’è già più traccia. Mentre sul posto - una volta dato l’allarme - convergono in rapida successione la Capitaneria di porto di Viareggio (con una motovedetta e una moto d’acqua), i sommozzatori dei vigili del fuoco di Lucca e la protezione civile con la squadra Sub-Versilia di Forte insieme alle pattuglie da terra dei Carabinieri e della guardia costiera locale, gli amici del giovane restano sotto choc, abbarbicati tutti insieme sulla panchina posta davanti al punto esatto da cui il ragazzo si è tuffato. Fissano le acque del mare, scuotendo la testa, sconvolti ed increduli. Una prima ricostruzione dell’accaduto inizia a circolare intanto tra gli addetti ai soccorsi: il diciottenne, dopo essersi tuffato, potrebbe aver accusato un malore che gli ha impedito di tornare e di mantenersi a galla. Questa sembra essere l’ipotesi più plausibile ma c’è anche chi, anche se con qualche perplessità, accenna al fatto che il giovane non sapesse nuotare. Poco importa però alle squadre di ricerca che proseguono incessanti a scandagliare il fondo del mare.
Sul cielo sopra l’arenile di Forte dei Marmi inizia a volare in circolo, sempre più basso, prima l’elicottero dei vigili del fuoco e poi, a seguire, quello della guardia costiera, cercando di aiutare per quanto possibile le ricerche. Il pontile intanto inizia ad affollarsi di curiosi: molti sono turisti, alcuni anche giovanissimi, arrivati direttamente dalle spiagge per capire cosa stia succedendo. Tra loro si mischiano i fortemarmini, riconoscibili dallo sguardo attento con cui scrutano la superficie liscia di un mare che hanno imparato a non sottovalutare mai. Guardano l’orologio, il trascorrere delle ore, e scuotono la testa. «Ormai...» si sente dire in giro, in modo sempre più mesto e rassegnato, mentre gli amici del diciottenne vengono condotti via da una pattuglia di Carabinieri per le deposizioni di rito. I sommozzatori continuano le ricerche intorno ai piloni del pontile, nella speranza che il corpo sia rimasto incagliato sul fondo. Intanto però le motovedette della capitaneria si allontanano ampliando il campo di ricerca per quelle che saranno ore - almeno 72, per legge - di continua angoscia. —
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