Toscana
I balneari: «Vogliamo garanzie sul ripascimento»
i dubbiosi
«Non permetteremo di fare il pennello previsto dal progetto del sabbiodotto...Diamo la nostra parola» tuonava nel giugno 2014 Carlo Monti, all’epoca presidente dei balneari viareggini. L’epoca in cui il progetto della Autorità portuale regionale muoveva i primi passi. Oggi alla guida dei balneari viareggini c’è Pietro Guardi, che al Tirreno dichiara: «Non pregiudichiamo nessuna soluzione, ma chiediamo che venga fatto uno studio approfondito avvalorato da elementi scientifici per soluzioni che non pregiudichino il ripascimento della spiaggia».
Insomma, nessun pregiudizio e «disponibilità al dialogo con tutto sugli aspetti tecnici». Ricordando che «il sabbiodotto fisso che esisteva a Viareggio fino al Duemila ha ben funzionato».
L’occasione del confronto poteva essere il procedimenti di Verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale che è rimasto aperto per qualche mese in Regione. Un iter burocratico che - così si legge nel Decreto 8582 della stessa Regione - non ha visto «pervenute osservazioni da parte del pubblico», categoria nella quale sono compresi - appunto - anche i balneari e chiunque possa dirsi interessato.
Né sono state presentati «contributi tecnici istruttori» che pure il Settore Via della Regione ha richiesto anche al Comune di Viareggio, oltre che ad altri Enti pubblici.
Insomma, il “dibattito” intorno al sabbiodotto, in città e negli Enti preposti, sembra essere stato archiviato. O delegato alla sola Autorità portuale che l’amministrazione in carica non ha mai “digerito”. —
d.f.
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