Il Tirreno

Versilia

Export del marmo in picchiata perché i clienti non possono più venire a toccarlo

Tiziano Baldi Galleni
Export del marmo in picchiata perché i clienti non possono più venire a toccarlo

Il settore lapideo come il turismo: lo stop ai voli lo manda in tilt Cosmave preannuncia un calo dei fatturati a doppia cifra

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VERSILIA. «Il settore lapideo nel 2020 subirà un arresto a doppia cifra. E non del 10%, molto di più». Parola di Agostino Pocai, imprenditore nel settore del marmo, e presidente del Consorzio Cosmave. Cioè l’organismo che riunisce circa 75 aziende versiliesi del settore marmifero, le più importanti. I motivi di questo calo sono gli stessi che stanno mettendo in difficoltà anche il tessuto economico legato al turismo. «Sostanzialmente la gente non può viaggiare e chi può non lo fa molto volentieri. E il nostro lavoro è un lavoro vecchio stile: i clienti viaggiano per comprare, vogliono vedere con i propri occhi il materiale, ci sono le trattative, e perciò si compra di meno», prosegue Pocai.

In sostanza ne risente l’export, quello delle grandi commesse estere. Non ci sono infatti solo i problemi di trasporto, ma anche nell’acquisizione di nuovi lavori. «C’è un problema di mobilità e come il settore turistico vive una fortissima flessione degli stranieri, nel nostro impiego è lo stesso – prosegue il presidente di Cosmave, che ha sede a Pietrasanta – si lavora per email, ma il marmo i clienti lo vogliono vedere e toccare, vogliono fare tante valutazioni, c’è una negoziazione. È molto complicato.

Però dobbiamo essere positivi: rispetto a due mesi fa la situazione è migliorata, considerando che non si poteva lavorare». E qualche cliente, da alcuni Stati, è tornato a fare ordinazioni, anche se siamo ancora ad un regime ridotto.

I paesi maggiormente interdetti sono gli «Stato Uniti e l’Inghilterra. Basta seguire la cronologia del fenomeno covid-19: le nazioni colpite prima ne sono uscite prima e pur non potendo viaggiare però hanno ricominciato a fare trattative a distanza con videochiamate e video-presentazioni di blocchi. Come ad esempio i clienti americani che hanno bisogno del materiale fanno tramite foto e video. Ma in questo lavoro di solito si viaggia per comprare e chi non può viaggiare compra meno».

Si salva – un po’ – solo la domanda che deriva dall’edilizia, perché per la maggior parte è domanda interna. «Il mercato dei grezzi e dei semilavorati è difficilissimo – aggiunge Pocai – tiene quello dei progetti e delle commesse relative al settore costruzione perché i lavori proseguono».

E c’è da aggiungere che molte aziende stanno andando avanti concludendo i lavori assunti precedentemente al lockdown. Lo conferma anche il sindacato della Fillea Cgil, con la segretaria provinciale Alessia Gambassi. «Le aziende stanno vivendo anche di commesse prese in precedenza. Ma se non ci sono all’orizzonte nuovi lavori alla lunga resistere con il vecchio e diventa dura», spiega Gambassi.

Ed è ciò che teme la Cosmave che intanto preannuncia fatturati drasticamente in diminuzione. «Non c’è da essere sereni per il futuro – sostiene Agostino Pocai – il mercato italiano è legato molto all’edilizia, e quella è ferma. Se poi si aggiunge anche l’export che non c’è, per i motivi detti, tante aziende avranno ancora bisogno della cassa integrazione».

Il Consorzio Cosmave di Pietrasanta rivolge anche un appello in vista del futuro consiglio regionale, che in autunno andrà a nuove elezioni.

«Chiunque sarà al governo della Regione Toscana e sostituirà il presidente Enrico Rossi speriamo che attui politiche che non ostacolino il settore del marmo. Anzi, sarebbe arrivato il momento che le politiche agevolassero il mondo del lapideo, è giusto dirlo». —

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