Il dolore
Tensione in ospedale per il comando degli infermieri: «Versilia declassata»
Affidato a Lucca la gestione degli infermieri in servizio a Lido. I sindacati: «L’Asl faccia un passo indietro, o sarà battaglia»
VIAREGGIO. L’emergenza coronavirus è passata, ma la tensione in ospedale resta. La causa, però, c’entra poco o nulla con il Covid. A far discutere è un provvedimento dell’Asl che viene percepito, tre le mura del Versilia, come spia di un declassamento rispetto agli altri ospedali dell’azienda sanitaria. In particolare, e non è una novità, nei confronti di Lucca. Che ha assunto la guida degli infermieri versiliesi, retrocessi al rango di “unità semplice”. Una mossa che non è stata gradita, dopo il gran lavoro fatto durante l’emergenza Covid.
Alcuni giorni fa il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto ne aveva chiesto conto alla direzione dell’Asl e alla Regione: ora sono i lavoratori, tramite le organizzazioni sindacali, a protestare.
«La Direzione dell’Asl Nord Ovest – affermano i sindacati Cgil e Uil con i loro rispettivi referenti in sanità Laura Del Freo e Pietro Casciani – ha proceduto all’ennesima riorganizzazione, declassando di fatto l’ospedale Versilia. Questo perché le altre ex Asl hanno mantenuto la Unità operativa complessa del Dipartimento infermieristico-ostetrico (che significa una propria direzione all’interno del presidio ospedaliero), mentre al Versilia è prevista solo l’Unità operativa semplice e, quindi, si pone il Versilia sotto la direzione di altra zona ex Asl». Cioè Lucca.
«Le organizzazioni sindacali – proseguono Cgil e Uil – evidenziano che l’area di programmazione e controllo risorse necessita di maggiore attenzione, valorizzazione ed autonomia a livello territoriale per rispondere ad esigenze di efficacia e di qualità. È stato già richiesto un incontro alla direzione aziendale, confidando in un ripensamento sulla riorganizzazione proposta, alla luce delle problematiche segnalate. Diversamente, si porrà la questione ad altri livelli, al livello di assessorato regionale per la sanità, al livello locale della Conferenza dei sindaci, delle associazioni e delle organizzazioni sociali territoriali e così via, segnalando che le riorganizzazioni devono essere finalizzate al miglioramento delle attività e dei servizi resi ai cittadini e non per “altro”. Siamo pronti alla mobilitazione, chiedendo anche il sostegno dei dipendenti e dei cittadini».
A causare malumori, in questi giorni, è anche il richiamo dell’Asl al primario Mario Di Fiorino, responsabile della psichiatria del Versilia, che su Facebook aveva espresso la sua contrarietà rispetto al fatto che – durante il picco della pandemia – ci volessero 18 ore per avere i tamponi sui sospetti contagiati. Le frasi erano state scritte a marzo, ma la notizia del richiamo a Di Fiorino, con tanto di comparsata di fronte al Consiglio di disciplina, è emersa adesso. Causando molte polemiche.
Così Daniele Soddu del sindacato Fials si esprime sull’argomento: «Condanniamo le censure a suon di provvedimenti disciplinari inflitte ai dipendenti della Asl Toscana Nord Ovest negli ultimi giorni. La colpa? Quella di aver esternato il loro parere in merito alla gestione Covid, alle problematiche organizzative durante un periodo difficile, dove i lavoratori hanno messo da parte le loro vite, le loro famiglie, i loro affetti per essere presenti nell’emergenza Covid-19. Pareri espressi anche a scopo migliorativo del servizio. Dopo che gli eroi ci hanno messo l’anima, questo è il ringraziamento?». —
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