Sicurezza
In cassa integrazione 170 operai Cgil: «Siamo preoccupati»
Le aziende potranno sempre usufruire di quattro settimane di ammortizzatori sociali da luglio Fillea: sempre stati a fianco delle imprese tramite le Rsu
Luogo
«A giugno, stando agli ultimi dati disponibili, sono stati circa 170 i dipendenti in cassa integrazione. Nessuna azienda era ferma: dove c’è stata richiesta il personale ha fatto rotazione». A dare uno spaccato della situazione del settore lapideo è la segretaria provinciale di Lucca delle Fillea-Cgil, Alessia Gambassi.
Ha spiegato che durante il lockdown tutte le ditte del mamo della Lucchesia hanno fatto ricorso alla cassa integrazione. Adesso solo alcune «che grazie alle ultime disposizioni del governo potranno usufruirne ancora, già da luglio, per quattro settimane».
La Fllea-Cgil ha seguito le aziende fin dall’inizio della fase emergenziale, e preparato insieme a loro il ritorno ad una quasi normalità. «Ci siamo interfacciati con le aziende tramite i lavoratori delle Rsu e delle Rls, prima ancora della chiusura, affrontando la stesura di protocolli (poi diventati obbligatori), e sempre confrontati anche per preparare la ripartenza. Devo dire che il settore ha reagito con grande senso di responsabilità e senza forzature, ma c’è preoccupazione a causa dei problemi che sta causando la chiusura dei mercati internazionali».
Per sostenere le società che operano nel lapideo c’è stata anche la costituzione dei Car (Comitati per la ripartenza), uno strumento ulteriore a ciò che stabilivano le misure anticovid. Così come «importante è stata l’attività fatta come Comitato paritetico marmo, di cui come Fillea – dice Gambassi – condividiamo la legale rappresentanza e al quale partecipano referenti di area sicurezza e relazioni industriali di Confindustria Toscana Nord». — T.B.G.
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