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Versilia

Frontiere chiuse e voli bloccati: senza stranieri turismo a picco in Versilia

Tiziano Baldi Galleni
Frontiere chiuse e voli bloccati: senza stranieri turismo a picco in Versilia

Peserà l’assenza di clienti americani, russi e arabi: «Realizzeremo solo il 30% del risultato raggiunto nel 2019»

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VIAREGGIO. Americani, russi, arabi: quest’anno vederli in giro per le vie di Forte dei Marmi, a fare shopping, o negli albeghi di livello di Lido di Camaiore o a Viareggio sarà una chimera. E fare a meno di quei turisti - come gli inglesi, che fino a giugno non arrivavano, anche loro interdetti dai blocchi delle frontiere - vuol dire per molte strutture ricettive perdere tanto in termini di entrate. «È ovvio – dice Paolo Corchia, presidente di Federalberghi Toscana – se si ricorda che in Versilia la percentuale di stranieri fra luglio e agosto è superiore di norma al 50%, soprattutto se si considera attività di livello alto, come gli alberghi a 4 e 5 stelle, e quindi si soffrirà tanto la non presenza di questa clientela».

Solo dal primo luglio sono state riaperte le frontiere dell’Europa a solo14 paesi di altri continenti. Mentre, senza contare il fatto che ci sono ancora molte compagnie aeree che non effettuano certi scali o hanno ridotto i voli, ci sono Stati - fondamentali per il turismo - che sono ancora interdetti dai paesi del Vecchio continente, come la Russia, gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita.

Tutto ciò affosserà il turismo in Versilia. A risentirne ci sono soprattutto strutture del lusso, che spesso sono quelle che invece si salvano. Una di queste è il gruppo Augustus hotel & resort e Hermitage hotel & resort. «In base ad una proiezione che abbiamo fatto – spiega Vittorio Maschietto – quest’anno realizzeremo il 30% del budget fatto l’anno scorso, quando avevamo ottenuto il nostro migliore risultato. Rimanere chiusi sarebbe stato meno rischioso, ma non volevamo perdere una certa clientela che è la nostra clientela più fedele, cioè gli europei». La speranza per Maschietto è che qualcuno arrivi ad agosto, e che la stagione possa prolungarsi anche a settembre. «Sono tornati gli italiani, e abbiamo fatto uno sforzo per accontentarli. Ad agosto abbiamo tante prenotazioni ma solo sulla promessa. Ad esempio anche gli arabi vorrebbero raggiungerci ma c’è un problema con le linee aeree». Lo spiega infatti anche Corchia: sugli americani per quest’anno non ha speranza, ma per i russi sì, perché «sembra che la Aeroflot (compagnia russa) torni a volare ad agosto e settembre, che però è ormai tardi – dice –. Invece sulla clientela saudita e mediorientale c’è molta incertezza. Nelle settimane passate abbiamo visto i primi turisti francesi e tedeschi ma in minoranza. Gli italiani si concentrano solo nei week end, e non basteranno».

Lo conferma anche Marino Patruno, direttore dell’Hotel Royal di Viareggio che lavora principalmente con gli inglesi. «Per fortuna ci sono piccoli cenni dal mercato inglese (a cui abbiamo aperto le frontiere dal 1 luglio) e dovrebbero cominciare i voli su Pisa dal 18 luglio in poi e questo ci fa sperare per una piccola ripresa. Senza gli stranieri noi avremo almeno il 70% in meno di clienti, e tutte le strutture di Viareggio avranno un contraccolpo economico importante: gli italiani vengono solo nei week end e una notte, ma chi fa i soggiorni sono gli stranieri».

Un altra gestione alberghiera che lavora con chi proviene dall’estero è quella che riunisce l’Hotel Byron di Forte dei Marmi e l’Hotel Plaza de Russie a Viareggio. Contattato da Il Tirreno esprime seria preoccupazione per la stagione.

«L’occupazione non sarà mai quella di una estate tradizionale – afferma il direttore Oscar Oleari –. I numeri neppure si possono relazionare con quelle che sarebbero state le previsioni del 2020. Ci concentreremo sugli italiani, ma sono gli americani e gli arabi la nostra clientela di peso».

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