Italia
Il centrosinistra attacca: se i 190mila euro ci sono perché si è perso un anno?
La polemica
Nel piano triennale delle opere pubbliche stilato dal Comune di Massarosa - che prevede interventi per un totale di 2,5 milioni di euro in tre anni (1,8 milioni nel 2020, 300mila nel 2021 e altrettanti nel 2022) - è comparsa una voce, sopra le altre, in grado di rinfocolare una polemica in realtà mai sopita: 190mila euro previsti nel triennio solo per il 2020 per l’adeguamento sismico e l’efficientamento energetico della scuola primaria di Quiesa.
«Si tratta solo del primo lotto dei lavori - spiega il sindaco Alberto Coluccini - fondi propri del comune, in previsione sugli oneri di urbanizzazione che ancora dobbiamo incassare nella loro totalità, come per la maggior parte delle voci elencate nel piano, che ci permettono di accedere al cofinanziamento di Cassa di Risparmio di Lucca (per 400mila euro, ndr) e regione Toscana (per 360mila euro, ndr). Tutto sta nel fare le cose per bene e in maniera puntuale - conclude - senza unire progetti diversi l’uno all’altro come si è fatto in passato. Torno comunque a dire che Massarosa non può permettersi 22 scuole, né sotto il profilo demografico né sotto quello economico».
«Non vogliamo alimentare illusioni e speranze nei cittadini amareggiati da un teatrino che li ha snervati per più di un anno - tuonano dall’opposizione i consiglieri di centro-sinistra di Massarosa - purtroppo sappiamo che nonostante i proclami e gli impegni presi con faciloneria ad oggi non si hanno notizie del relativo progetto. Anzi neanche del progettista, a voler essere precisi. Difficilmente - dichiarano in una nota - questa amministrazione riuscirà a segnare almeno un punto contribuendo a risolvere un problema grave che è fonte di sgomento per chi è ben consapevole che a settembre i nostri ragazzi dovranno tornare a scuola senza essere costretti al turno di notte. Intanto finalmente è uscita la verità: i soldi per sistemare la scuola ci sono, sia quelli degli enti esterni che i fondi propri. Qualsiasi cosa succeda ora - concludono i consiglieri - e noi in cuor nostro ci auguriamo che seguano atti responsabili e concreti, non si potrà dire che se si è perso oltre un anno di tempo la colpa è di quelli di prima». —
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