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Il sindaco a Ferrovie: «Torni il capostazione»

d.F.
Il sindaco a Ferrovie: «Torni il capostazione»

Del Ghingaro sostiene la richiesta dei familiari delle vittime: figura fondamentale la notte della tragedia di 11 anni fa

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viareggio

«Il piano di emergenza come si sostanzia?», chiedono in aula, nel processo di primo grado di fronte al Collegio del Tribunale di Lucca, gli avvocati dei familiari delle vittime del disastro ferroviario del 29 giugno 2009. A rispondere è Carmine Magliacano, professione dirigente di movimento (capostazione a Viareggio ed oggi in pensione), in servizio quella maledetta notte di cinque anni fa: «Si avvertono i dirigenti». Le domande, inevitabili oggi che a sei mesi la stazione di Viareggio è senza capostazione, sono due: il Piano di emergenza per la stazione oggi non più presidiata è stato modificato?; chi avverte i dirigenti, oggi?

Le domande dei legali incalzano il testimone: «La stazione di Viareggio è dotata di un sistema antincendio?». La risposta è di quelle che si ricordano, lungo i dieci anni di ricerca della giustizia sulla strage di Viareggio: «Ci sono gli estintori…in ufficio…». Oggi, che di notte in ufficio non c’è nessuno, chi impugnerebbe l’estintore se bruciasse anche solo della carta in un cestino lungo i binari?

Per tutte queste ragioni e molte altre che arrivano direttamente dal fuoco e della distruzione di quella notte maledetta di 11 anni fa, i familiari delle vittime della strage, riuniti nella associazione “Il Mondo che vorrei”, si mossi - insieme ad “Assemblea 29 giugno” - mettendo in luce il problema, grave, e chiedendo il ritorno del capostazione sui binari di Viareggio.

«Faccio mio l'appello dell'associazione “Il Mondo che vorrei”», sono le parole del sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, «e ricordo che proprio grazie alla presenza di tale professionalità, il 29 giugno di 11 anni fa venne evitato un disastro ancora più grande di quello accaduto». Il primo cittadino ha scritto a Ferrovie e, alla vigilia dell’undicesimo anniversario della strage, ricorda: «A tutt'oggi non abbiamo certezza di quanti carichi pericolosi attraversino Viareggio, di cosa trasportino con esattezza e di conseguenza, di come intervenire in caso di incidente». Così come non lo sanno i sindaci lungo tutta la Tirrenica che hanno aderito - con voto dei rispettivi consigli comunali - al documento proposto dalla associazione dei familiari delle vittime per fare un passo avanti in materia di gestione della sicurezza nelle stazioni e lungo i binari dove corrono i convogli che trasportano merci pericolose.

Le domande rivolte a Ferrovie in quel documento - una tra tutte quella se la Protezione civile ed i vigili del fuoco siano informati delle date e degli orari di tali transiti - non hanno mai avuto risposta, lungo tutti questi anni. Ma il presidio del capostazione, figura che tanto importante si dimostrò quella maledetta notte per evitare che un regionale ed un Intercity finissero in mezzo alla nube di gas e fuoco, è venuto meno in un batter di ciglia di manager di Stato. —

d.F.

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