Il Tirreno

Versilia

MARINA 

Ancora bivacchi e furti sulla spiaggia, cresce la rabbia dei balneari

Luca Basile

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PIETRASANTA

Furti, danni, bivacchi e sporcizia. Che la spiaggia, di notte, sia ciclicamente il crocevia degli eccessi è risaputo da anni, ma la situazione negli ultimi tempi, complice le restrizioni imposte dall'emergenza sanitaria sul resto del territorio, sta degenerando. E così i balneari, alzano la voce. «Garantiamo il massimo impegno per fare rispettare le regole ma ci ritroviamo da soli a fronteggiare queste incursioni notturne. Lo ripeto: è una situazione a rischio. Servono controlli e multe» ribadisce Francesco Verona, presidente del Consorzio Mare Versilia.

Nella notte fra sabato e domenica ad essere preso di mira è stato il bagno Liù di Fiumetto: sdraio e lettini rovesciati, mangiare e bottiglie accatastati sotto le tende - dove è vietato sostare dalle 22 alle 6 - e un ombrellone rubato a chiusura della festicciola sotto le stelle. «Siamo amareggiati. Qualche giorno fa era stata forzata la portiera di un'auto nel nostro parcheggio, nel fine-settimana questa scorribanda che si aggiunge ad altre. Adesso anche il furto di un ombrellone: la verità - è il pensiero di Bruno Focacci del Liù - è che certe situazioni sono sempre più frequenti. I controlli? Non è semplice per le forze dell'ordine garantire un servizio, mi riferisco sempre al monitoraggio della spiaggia. Una volta mettevi in conto qualche danno, a inizio e fine-estate in coincidenza con l'arrivo delle comitive turistiche: oggi gli eccessi accadono quasi ogni giorno. A turno tocca a qualcuno di noi. Una vigilanza privata pagata dai balneari? Va bene, posso essere d'accordo, ma poi è inevitabile che il costo del servizio alla fine ricada sui clienti. E poi arginare furti, danni e bivacchi in spazi non consentiti solo con la nostra sicurezza non credo sia la soluzione. Il mare e la spiaggia sono un diritto di tutti, ma il comportamento di taluni danneggia tutta una comunità».

Lo stesso Verona fa da filtro alla rabbia dei balneari. «Siamo preoccupati. E c'è anche un po' di esasperazione fra noi. Abbiamo mille restrizioni imposte dal Covid ed è giusto, ma poi assistiamo alla riapertura delle discoteche e mi chiedo: ma i distanziamenti previsti dove sono finiti? Riguardo a una vigilanza privata, pagata dai balneari, chiamata a controllare l'arenile, a mio avviso serve a ben poco: se allontani queste persone da un bagno, se ne vanno 100 metri più in là. Qui servono sanzioni fatte dalle forze dell'ordine: zero tolleranza e provvedimenti esemplari per chi fa baldoria sotto tende e ombrelloni». —

Luca Basile

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di Redazione web