Sicurezza
Rimangono chiuse 5 filiali Carilucca
L’azienda spiega che riapriranno prima della fine dell’anno Ma i sindacati non ci credono: «Vogliono tagliare»
VIAREGGIO
Ufficialmente sono chiusi ancora per l’emergenza Covid. Ma la paura - e anche qualcosa in più - dei sindacati è che molti sportelli di BancoBpm siano destinati a non riaprire.
Secondo quanto riportato dai sindacati Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin, sono 250 in tutta Italia. Oltre trenta le filiali interessate in Toscana e cinque quelle del nostro territorio, due in Lucchesia e tre in Versilia. Si tratta delle Casse di risparmio di Barga, Lappato, Massarosa, Capezzano Pianore (Camaiore) e Marzocchino (Seravezza).
L’azienda - spiegano le organizzazioni sindacali - sostiene che queste filiali potrebbero essere riaperte entro fine anno. Ma non è una rassicurazione che può bastare anche perché, si fa notare, altri gruppi (ad esempio il Monte dei Paschi di Siena) ha riaperto tutto una settimana fa.
Il timore, dunque, è che si voglia procedere a un progressivo smantellamento, che interessi le filiali più “periferiche”. Con una serie di effetti collaterali importanti.
«Questa situazione - dicono i sindacati - sta determinando una forte concentrazione di personale e clientela nelle filiali aperte limitrofe a quelle chiuse, accresciuto rischio contagio, carichi di lavoro insostenibili, disservizi e conseguenti forti tensioni con la clientela, che sono già purtroppo sfociate in aggressioni verbali, fisiche e danneggiamenti al patrimonio. Numerosissime le istanze pervenute da singoli clienti, associazioni, istituzioni locali che chiedono la riapertura delle filiali del proprio territorio. La forte concentrazione degli sportelli chiusi in territori poco colpiti dal virus, la presenza di numerose filiali con grandi spazi interni, la comune piccola dimensione commerciale degli sportelli, ci fanno però pensare che queste chiusure poco o nulla abbiano a che fare con la tutela della salute di personale e clientela. Nessun impegno alla completa riapertura da parte dell’aienda se non per fine anno, una prospettiva commerciale davvero poco credibile».
Tutto questo avviene mentre l’amministratore delegato Giuseppe Castagna - spiegano i sindacati - «dichiara che il piano industriale presentato a marzo è di fatto sospeso e che le filiali in chiusura saranno di più delle 200 precedentemente dichiarate. Quello che possiamo leggere nelle scelte di BancoBpm e dalle dichiarazioni stampa dell’Ad Castagna è soltanto una pervicace ricerca della riduzione dei costi, un progressivo abbandono del modello di banca del territorio verso un modello più automatizzato di servizio a distanza, senza peraltro vedere traccia di adeguati investimenti tecnologici. La prospettiva occupazionale e di sostegno alle economie locali del terzo gruppo bancario nazionale ne uscirebbe fortemente compromessa. Per questo le organizzazioni sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo BancoBpm chiedono con forza l’immediata e totale riapertura di tutti gli sportelli, sostengono tutte le istanze di clienti e istituzioni per mettersi totalmente al servizio del paese, impegnando tutte le capacità produttive e commerciali, senza lasciare indietro nessuno, a partire dai territori più svantaggiati, soprattutto - è la conclusione - in questo momento di particolare bisogno di credito di imprese e privati». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
