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Revocato lo sciopero del Cup, così ritorna attivo

Revocato lo sciopero del Cup, così ritorna attivo

Il servizio affidato dall’Asl a una azienda esterna è nel caos con migliaia di telefonate a cui non si riesce a rispondere E i lavoratori protestano

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VIAREGGIO. È stato revocato venerdì 26 giugno lo sciopero degli operatori del call center del servizio Cup, operativo per gli ambiti Versilia e Livornese (Livorno, Cecina, Piombino ed Elba) dell’Asl.

«L’organizzazione sindacale Filcams Cgil Livorno (il call center ha sede proprio nel capoluogo labronico, ndr) ha adottato tale decisione, in considerazione dell’incontro fissato dalla Regione Toscana per dopodomani, lunedì 29 giugno – si legge in una nota dell’Asl – Oggi, sabato 27 giugno, il servizio si svolgerà regolarmente al numero 0586 223.333 in orario 8-13».

In attesa dell’incontro di lunedì in Regione, le nubi sul servizio restano eccome. I sedici operatori del Cup – che è stato affidato dall’Asl a un’azienda esterna – protestano per il cambio di appalto che comporterà, si spiega, una riduzione dei compensi e un carico maggiore di mansioni. Giovedì mattina hanno manifestato con la Cgil a Ospedaletto (Pisa) di fronte alla sede dell’Estar, l’ente di supporto tecnico amministrativo regionale, che gestisce gli appalti dell’Asl.

Le difficoltà del CupTel sono iniziate con la ripresa delle attività ospedaliere dopo il periodo di sospensione per il Covid: dalle dieci postazioni del call center, situato al secondo piano della direzione dell’ospedale di Livorno, gli operatori non riescono a gestire la mole di telefonate in arrivo. Si calcola che in media siano 1.400 le telefonate che arrivano da Piombino alla Versilia, a cui gli operatori rispondono dalle 8 alle 17 (e il sabato dalle 8 alle 13) e che circa altrettante siano quelle che si perdono, tra chi butta giù quando è in attesa, chi interrompe la telefonata perché il traffico è troppo intenso e chi non riesce neppure a entrare in linea. In alcune giornate di punta sono state anche quattromila quelle a cui non è stato possibile dare risposta. Ma gli operatori in servizio non possono essere aumentati, nonostante le numerose proteste degli utenti.

Le postazioni del call center sempre dieci rimangono (11 con quella del coordinatore della struttura). I lavoratori, dal canto loro, sono tutti part time e al momento hanno un contratto multiservizi, come gli addetti alle pulizie. « Fino a tre anni fa avevano quello del commercio - spiega Flaviano Bardocci, funzionario della Filcams Cgil - poi hanno avuto la prima decurtazione. Ora, con il cambio di appalto dal primo luglio, è in arrivo la seconda».

Dalla società Sds al Consorzio nazionale servizi e dal contratto multiservizi si passa a quello delle cooperative sociali. «Vale a dire che vengono meno varie tutele – spiega Bardocci – come la quattordicesima e la parte normativa tutela in misura minore il lavoratore». Tutto questo tenendo presente che si parla di stipendi dai 400 fino a un massimo di 800 euro. Nel mezzo di questa contesa finiscono gli utenti, reduci da giorni e giorni in cui è impossibile prenotare una visita o un esame. —
 

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