Gioco
All’asta per 4,3 milioni la villa storica di Paolina Bonaparte a Compignano
Apparteneva a una società di Giuliano Baldini, poi fallita Sotheby’s l’aveva messo sul mercato per il triplo del prezzo
massarosa
Va all’asta una delle ville più belle della Lucchesia. Il 14 settembre, nella sede dell’Ivg di Lucca, il curatore fallimentare Alessandro Giannecchini aprirà le buste arrivate per la vendita di villa Paolina, adagiata sulle colline di Compignano, da dove si domina il lago di Massaciuccoli e, più in là, la costa e il mare.
Il fallimento in questione è quello della società “Fattoria di Compignano”, decretato lo scorso 7 agosto. L’azienda, alla quale è intestato il complesso, faceva parte della holding “Gruppo Baldini”, dal nome di Giuliano Baldini, ex re delle vernici e, dopo la vendita dell’attività industriale a un gruppo francese, molto attivo nel mercato immobiliare tra Lucchesia e Versilia.
Villa Paolina è senz’altro il gioiello più prezioso fra quelli comprati negli anni da Baldini, che la utilizzava anche come propria abitazione e per organizzarvi cene alla presenza di personalità politiche (non solo locali) e imprenditoriali.
La crisi del mercato immobiliare ha provocato un effetto a cascata nel Gruppo Baldini, arrivato anche sulle colline di Compignano. La società che possiede la villa ha dichiarato, nell’ultimo bilancio depositato, un debito di tre milioni con le banche. C’era stato anche un tentativo di ristrutturazione, che avrebbe però dovuto poggiare proprio sulla vendita della villa. L’incarico era stato dato a Sotheby’s, tre anni fa, con un prezzo importante: 13 milioni. Come spesso accade nelle vendite giudiziarie, le cifre si sono ora assai ridotte. Il prezzo base è di 5,8 milioni (con un’offerta minima di 4,3) per un lotto che comprende cinque edifici. Con il passare del tempo era divetata location anche per matrimoni e cerimonie
Il primo è proprio la grande villa signorile, costruita fra il Cinque e Seicento da Stefano Nieri, ma raggiunse questa magnificenza solo nel XVIII secolo, quando venne acquisita dalla famiglia Mansi, che la trasformarono e realizzarono lo stupendo giardino all’italiana. Nel 1812, dopo l’arrivo in Italia e a Lucca di Napoleone, la sorella Elisa Bonaparte, innamorata della villa e della vista mare, acquista la proprietà da Raffaele Mansi. Tutto cambia il 5 marzo del 1815. Bonaparte è scappato dall’Elba e l’altra sorella Paolina, da Viareggio, viene imprigionata dalle propaggini italiche della Santa Alleanza e portata a Compignano dove resterà 100 giorni, fino al 5 giugno. La villa può contare su un grande giardino all’italiana e viene venduta con arridi per un valore complessivo di 6.280 euro.
Lo stesso lotto comprende anche una fattoria , un’abitazione, terreni e una chiesa proprio sul punto di valico del Monte di Quiesa.
La vendita prevede poi un secondo lotto costituito da un edificio bifamiliare (sempre a Compignano) per un’offerta minima di 128.600 euro, un altro edificio bifamilare a Compignano con offerta minima di 91.200 euro e, infine, una villetta per la quale l’offerta minima è 175.800 euro. —
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