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Invasione di zanzare in Pineta di Levante a Viareggio

Donatella Francesconi
Invasione di zanzare in Pineta di Levante a Viareggio

I gestori dei chioschi lungo viale dei Tigli si organizzano con il fai da te. Proteste anche chi va a correre

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viareggio

Protesta chi lungo viale dei Tigli ed in pineta di Levante va a correre, mentre i gestori dei chioschi lungo lo stesso viale sono costretti ad organizzare una disinfestazione fai da te per “salvare” se stessi ed i clienti dall’invasione di zanzare. La situazione non cambia di molto a Torre del Lago, soprattutto sulla Marina e le zone più vicine alla pineta. Zanzare “affamate” ed aggressive, che entrano in azione anche attraverso i jeans meno leggeri. La disinfestazione spetta a Sea Ambiente, l’azienda dei rifiuti. La quale - per voce del presidente dimissionario Fabrizio Miracolo - commenta: «Zanzare, rivolgetevi al Parco. E comunque non abbiamo ricevuto segnalazioni particolari».

Nei comunicati stampa che si sono susseguiti in pieno lockdown da Covid-19, Sea e Comune hanno tenuto a rassicurare sulla effettuazione della disinfestazione. Il 24 aprile scorso Miracolo scriveva: «Attualmente, anche grazie a temperature non elevate e clima asciutto, i riscontri mediante “pescaggi campione” prelevati in acque di fossi e ristagni hanno evidenziato una presenza più contenuta di larve rispetto alle medie stagionali». A maggio era stato poi il Comune a rassicurare i cittadini: «Tutto sotto controllo anche sul fronte zanzare: la disinfestazione è partita come ogni anno».

Qualcosa, evidentemente, non ha funzionato. Il Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, nel concedere a Sea Ambiente il nullaosta alla disinfestazione fino al 2024, ha indicato la necessità di «trattare soprattutto le pozze temporanee (anche le pozzanghere) e tutte le zone con acqua dove i predatori sono pressoché assenti. Specialmente a seguito di piogge intense e/o prolungate». Chi fa sport in pineta di Levante sottolinea: «Da metà novembre all’inizio dell’emergenza sanitaria all’interno della pineta non si poteva correre perché era tutto allagato».Allagamenti che hanno messo in moto anche un intervento straordinario di emungimento dell’acqua stagnante da parte del Consorzio di bonifica.

Insomma: che la situazione era particolarmente favorevole al prolificare delle zanzare era sotto gli occhi di tutti da mesi. Con il Parco a mettere nero su bianco che la battaglia efficace è quella contro le larve: «L’intervento adulticida (quello che andrà messo in atto adesso, forzatamente, ndr), se efficace nel breve termine, è peggiorativo a lungo termine e non risolutivo del problema lamentato, e molto dannoso per l’ambiente, in particolare le aree umide. Pertanto può essere effettuato solo in casi eccezionali (eventi di straordinaria esplosione demografica) ed esclusivamente nelle aree di campeggio ed in prossimità degli edifici entro una fascia di 10 metri dagli stessi, con frequenza non superiore a 2 volte al mese, non irrorando fossi e siepi, ed inviando a consuntivo i dati dei monitoraggi e le date delle irrorazioni. È comunque vietata l’irrorazione con insetticidi adulticidi (Kenyatox, Pireto safe, Permez, ecc.) e comunque di prodotti classificati “pericolosi per l’ambiente” nelle “zone boscate”, nelle aree “umide”, agricole” e nei fossi e nelle lame con acqua che interessano tali aree».

Qualcosa, però, adesso bisognerà pur fare. Iniziando dal taglio dell’erba che invade la parte del viale dei Tigli dove si trovano i chioschi e cresce fin dentro i fossi che non si vedono più, con grave rischio per i pedoni distratti o i bambini. —



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