Il Tirreno

Versilia

il caso 

Comune denunciato dal suo stesso avvocato difensore Il Pd: «Surreale»

L. B.

Forassiepi interviene sulla lettera di Orzalesi «Clima tesissimo e c’è da chiedersi come si possa andare avanti così»

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pietrasanta

L’avvocato del Comune Marco Orzalesi ipotizza scenari penali dalle parti del palazzo comunale, inviando il tutto per conoscenza alla Procura di Lucca e, com’è inevitabile che sia il caso lascia in scia clamori e perplessità. «Il fatto che il legale dell’ente ipotizzi i reati di abuso di ufficio e appropriazione indebita, a suo danno, da parte di altri dirigenti dello stesso ente, ci sembra una vicenda quasi surreale. Aldilà del merito, che sarà compito di altri approfondire e chiarire, non possiamo non evidenziare – è il pensiero di Rossano Forassiepi, segretario del Pd – che in municipio il clima sia tutt’altro che sereno. Infatti l’avvocato del Comune, che difende l’ente e dunque anche in dirigenti che firmano gli atti amministrativi su cui nascono i contenziosi legali, di fatto indica gli stessi come possibili trasgressori della legge finanche a ipotizzare reati. Se non ci fossero le carte a parlare sembrerebbe uno scherzo. E il tutto, almeno apparentemente si giocherebbe per somme relative all’Irap non erogate all’avvocato, ma trattenute dal Comune a copertura della relativa spesa che deve sostenere. È bene ricordare che il legale del Comune, oltre a percepire uno stipendio tabellare, percepisce anche somme di denaro relative alla cause vinte, somme sulle quali da anni si accavallano vari regolamenti e vari contenziosi più o meno formali che anche questi hanno il sapore di qualcosa di surreale. Non sappiamo se dietro questa azione ci sia anche altro, forse l’annosa questione sui compensi richiesti dall’avvocato per le cause andate in perenzione? Quello che è certo, però, è che il sindaco avrà una altra “gatta da pelare”. Si apre infatti un conflitto nemmeno troppo sopito tra l’avvocato e due dirigenti importanti dell’ente, il segretario generale e il ragioniere capo, conflitto che non gioverà al buon funzionamento del Comune, che già non brilla per efficacia e celerità di risposte. Ci piacerebbe sapere – continuano dal Pd – a quanto ammontano le cifre complessive reclamate a più riprese dall’avvocato, e se ci sia intenzione da parte del primo cittadino di fare fronte o meno a queste richieste, e se la questione verrà affrontata magari di fronte a un giudice terzo oppure sarà risolta in casa. Su tutto questo, che sarà per noi oggetto di particolare attenzione, ci sorge una domanda: è ancora opportuno che sia l’attuale avvocato a difendere l’ente? O forse sarebbe auspicabile un avvicendamento temporaneo? Compito del sindaco la risposta». —

L. B.

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