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Versilia

Nuovo caso positivo dopo dieci giorni «Non è grave, ma teniamo la guardia alta»

Cesare Bonifazi
Nuovo caso positivo dopo dieci giorni «Non è grave, ma teniamo la guardia alta»

Si tratta di un novantenne che ha scoperto di essere contagiato andando in ospedale. Il dottor Tomasi: usare le mascherine

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Cesare Bonifazi / Viareggio

Un nuovo caso positivo di coronavirus in Versilia. Precisamente a Viareggio. È il secondo in poco meno di un mese e l’ultimo registrato era di dieci giorni fa. Si tratta di numeri decisamente positivi per un territorio come quello versiliese che ha avuto un tasso tra i più alti della Toscana. Tuttavia, sebbene si parli ormai di «coda della pandemia», gli esperti pensano che non sia ancora arrivato il momento di abbassare la guardia e continuare a proteggerci. Con mascherine e distanza, in primo luogo.

L’ultimo caso positivo al coronavirus è quello di un anziano ultranovantenne di Viareggio che ha scoperto di essere stato contagiato quando gli hanno fatto il test in ospedale. L’uomo è stato portato al Versilia per altri problemi di salute e, come prassi vuole, è stato fatto il test. Immediatamente è scattata la profilassi per il virus.

«Questi casi fanno meno paura rispetto a quelli di qualche mese fa – spiega il dottor Alberto Tomasi, fresco di pensionamento da direttore dell’area Igiene e sanità pubblica dell’Azienda sanitaria Toscana Nord Ovest, tra i medici rientrati in servizio in seguito alla pandemia da Covid-19 – a marzo e ad aprile quando c’era un caso si trattava di persone con sintomi gravi e importanti con ricovero in rianimazione, in rischio di vita. Erano casi particolarmente infettanti e con una notevole carica virale. Adesso capita che chi risulta positivo sia asintomatico».

La situazione appare dunque sotto controllo: «Siamo nella coda della pandemia, ci sono molti meno casi. È chiaro che bisogna lavorare per arrivare a contagio zero. Per fare questo è importante che il virus che abbia difficoltà a diffondersi – dice – abbiamo fatto bene a stare distanti e usare la mascherina, lavarci le mani».

E aggiunge: «Prima l’ambiente sanitario era luogo di contagio (gli ospedali come le Rsa), adesso il contagio avviene nel nucleo familiare. Per questo dobbiamo continuare a tenere la guardia alzata: è il motivo per cui abbiamo ancora a disposizione gli alberghi sanitari, benché quasi vuoti: i positivi non devono stare in famiglia. Altro motivo per cui ai minimi accenni di febbre si fa il tampone e, se il paziente risulta positivo, viene proposto l’albergo sanitario o isolamento fiduciario. Una profilassi che serve per evitare la seconda ondata.

«Sono ottimista e credo che potrebbe non ripresentarsi di nuovo la situazione che abbiamo avuto nei mesi scorsi. Tuttavia ancora è presto per rinunciare alle mascherine e all’igiene che ormai è entrata nell’uso comune. Il virus è ancora tra noi: in attesa del vaccino e di farmaci specifici, l’unica strategia vincente è la prevenzione. In quest’ottica sarà essenziale la campagna di vaccinazione per l’influenza stagionale che verrà messa in campo dalla Regione: per distinguere bene i sintomi». –

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