Il Tirreno

Versilia

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Il bimbo ha fretta e nasce alla Croce Verde

Donatella Francesconi
Il bimbo ha fretta e nasce alla Croce Verde

La madre era a passeggio quando le si sono rotte le acque davanti alla sede della associazione di volontariato

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VIAREGGIO. Aveva fretta, Ababacar, un bel bambino senegalese di 3 chili e 100 grammi, che la madre ha partorito nella sede della Croce Verde di via Garibaldi dove ha cercato aiuto perché le si erano rotte le acque mentre era a passeggio. Storia di maschi messi al mondo e di donne che li fanno nascere: in questo caso la mamma, una volontaria della Croce Verde, l’infermiera della Centrale operativa della Asl Toscana Nord Ovest (diretta da Andrea Nicolini) che all’altro capo del telefono ha fornito tutte le indicazioni necessarie.

La signora - così ricostruisce la presidente della Croce Verde, Carla Vivoli - «era a passeggio in compagnia di un amico. Arrivata all’altezza della sede della nostra associazione, in via Garibaldi, le si sono rotte le acque». L’uomo che era con lei si è precipitato all’interno della sede, sempre presidiata dai volontari delle squadre che prestano servizio giorno e notte, in cerca di aiuto.

A quel punto, continua Vivoli, «è stata preparata l’ambulanza per accompagnare la donna in ospedale. La signora accusava già qualche dolore da contrazione, ma una volta sulla barella dell’ambulanza è stato chiaro che il piccolo voleva nascere». E lo voleva fare subito, in uno dei luoghi simbolo della storia della città che oggi lo vede terzo figlio maschio della giovane coppia di immigrati.

«La nostra volontaria, che è esperta», così la ricostruzione di Vivoli, «ha avvisato la Centrale operativa del 118 e l’infermiera all’altro capo del telefono le ha indicato di far sdraiare la donna e di verificare a che punto fosse la dilatazione». A verifica eseguita, la volontaria Croce Verde ha comunicato «che si vedeva già la testolina». E l’infermiera ha risposto che era quello il momento «di dare indicazione alla partoriente affinché iniziasse la fase delle spinte». Alle 20,25 Ababacar è venuto alla luce, sotto gli occhi di Tanya Piccini, la volontaria che è rimasta al telefono con l’infermiera del 118, Mirko Tarabella, l’autista dell’ambulanza che ha trasportato mamma e neonato all’ospedale Versilia, Lorenzo Casa, tutti i volontari che formano la quinta squadra della Croce Verde.

Al telefono con Tanya, senza perdere la calma, è stata l’infermiera Martina Mutti. La quale - sottolinea il direttore Nicolini - «nel turno precedente aveva avuto lo stesso ruolo nella nascita di Tommaso», un neonato nato in casa a Massa perché fin dall’arrivo della chiamata al 118 era apparso chiaro che non ci sarebbe stato il tempo per trasportare la madre in ospedale».

Dopo tanti mesi impegnati nel braccio di ferro con il virus, anche per gli operatori 118 ecco qualche momento di felicità pura. —


 

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