Sicurezza
Del Ghingaro e Pd: il patto per le elezioni sempre più vicino
Secondo incontro tra il sindaco e il commissario del partito inviato da Firenze
VIAREGGIO. Dopo l’allontanamento di Fabrizio Miracolo, una presa di posizione su una questione chiave - i rifiuti - che suona ben più di una una dichiarazione di intenti. Tra Giorgio Del Ghingaro - che dopo avere ignorato le posizioni espresse in consiglio comunale dal Pd ora dice che «si deve lavorare in maniera unitaria alla formazione di una società unica di raccolta dei rifiuti» - e i vertici del Partito democratico - ovvero il commissario Alessandro Franchi inviato dalla segreteria regionale per trovare un accordo con il sindaco - la manovra di avvicinamento procede sempre più netta. Tant’è che ieri mattina si è svolto a palazzo comunale il secondo incontro - dopo quello di una settimana fa - tra Franchi, esponenti della segreteria regionale e territoriale, Del Ghingaro e il vicesindaco Valter Alberici.
«Dopo il primo incontro che ha consentito di individuare tra le priorità per Viareggio e la Versilia i temi dei rifiuti e del Parco - si legge in una nota diffusa al termine dell’incontro dall’ufficio stampa del Comune - sono state tracciate le linee per un confronto partecipato nel quale saranno poi coinvolte anche le liste che sostengono il sindaco Del Ghingaro. L’obiettivo è creare una coalizione ampia che si riconosca nei valori democratici e progressisti che, arricchita dal Pd, integri l’esperienza del civismo che, in questi 5 anni, ha guidato la maggioranza di governo. Risultati tangibili ed importanti, ottenuti anche grazie a un senso di responsabilità del Pd che su molte questioni ha saputo dare un contributo costruttivo per il rilancio di una città dalle enormi potenzialità turistiche, produttive, culturali e commerciali».
I temi su cui partito e primo cittadino si sono confrontati e alla fine hanno concordato sono quelli della salute e del benessere, il turismo, la balneazione e infine il porto e il piano strutturale.
«Un secondo incontro ufficiale – ha dichiarato Franchi - durante il quale è proseguito il confronto di approfondimento sui vari punti programmatici, in alcuni dei quali il Pd ritrova valori che appartengono alla propria identità e al proprio percorso. Il Pd merita di tornare alla guida di una città che per storia si è sempre riconosciuta nel progressismo democratico. L’esperienza maturata in questi anni, la collaborazione e il lavoro in consiglio comunale, sono per il nostro partito la bussola di valori e azioni dai quali ripartire per affrontare con coraggio ed ambizione questa nuova fase politica».
«Serve un orizzonte ampio che possa portare la città a competere con le grandi realtà del Mediterraneo – ha aggiunto il sindaco - ci aspetta un lavoro importante, che vedrà coinvolte varie anime del civismo che sono state fondamentali per l’esperienza di governo. Serietà e concretezza sono stati la bussola di questi anni: elementi che ho ritrovato nel confronto con i nuovi interlocutori di un partito che, a Viareggio, si affaccia a una stagione di rinnovamento nell’interesse della città e dei cittadini».
In attesa di vedere come il partito viareggino reagirà a un eventuale patto elettorale con Del Ghingaro, è Fabrizio Manfredi di Articolo 1 ad alzare il tiro. «Il sindaco uscente - scrive - coltiva da anni il suo mito del “fenomeno”, apportatore della civiltà politica in questa terra barbarica e guaritore taumaturgico di tutti i suoi mali. Nel diffondere questa leggenda metropolitana ha cercato di nascondere in essa il suo ruolo effettivo di piccolo podestà e di commissario liquidatore e da giorni si sta prodigando ad aggiungere a ciò anche il nascondimento dell'altra sua attività preferita in questa fase preelettorale, quella dell'”imbonitore politico”, cioè del promotore di proposte amministrative senza valore fatte passare come preziose». Tra queste, appunto, «le improvvisate e inopinate esternazioni sul tema della condivisione della costituzione della società unica a livello versiliese in materia di rifiuti e sull'importanza del Parco dopo avere da un lato fatto la guerra sino a ieri agli altri comuni portando la Sea Ambiente sull'orlo del fallimento e dall'altro aver attivato le procedure per far uscire Viareggio dall'Ente Parco». —
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