Il Tirreno

Versilia

la nomina 

Emiliano Cerri (Maki) guiderà il sindacato dei locali dove si balla

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viareggio

È uno dei volti storici della movida della Darsena viareggina: Emiliano Cerri, general manager del Maki Maki, l’unica discoteca sul Vialone, è stato eletto alla guida del sindacato dei locali dal ballo di Confcommercio (Silb). «Il mio primo impegno - dichiara Cerri - è quello di chiedere un incontro con la Prefettura e con gli organi regionali del Silb per discutere la modifica alle linee guida che paralizzano le imprese rappresentate, ed evitare il triste scenario per cui molte delle più importanti discoteche toscane, ed in Italia, con queste regole davvero non riaprano».

Ieri sera, a proposito di riaperture, il Maki ha ridato il via alle danze nella sede della discoteca, eliminando però la pedana centrale e organizzando il servizio con tavoli per tutti i clienti.

All’incontro che ha portato alla elezioni di Cerri, erano presenti il presidente regionale Silb, Alessandro Trolese, ed i rappresentanti di Bussola, Papillon, Trocadero, Capannina di Viareggio, Maki Maki, l'Ostras Beach, Seven e Meto disco. «La problematica comune è che con le regole attuali la maggioranza dei locali non può ripartire», si legge nella nota diffusa dal sindacato di Confcommercio, «e chi lo farà dovrà comunque reinventarsi, perché quello che andrà ad aprire non può essere chiamata discoteca».

Ed inoltre: «Le imprese sono penalizzate in quanto, oltre alla possibilità del ballo solo all’aperto (considerato anche il meteo incerto di questi tempi), per molti il fatto di dover far ballare anche i congiunti a distanza di 2 metri - unico caso di distanziamento così ampio - fa in modo che si perda molto del fascino della discoteca: in special modo per chi offre latino americano o liscio, ma anche per chi ha dj con musica di qualsiasi genere, il ballo ravvicinato è fondamentale, e non si capisce perché ovunque il distanziamento è di un metro, per il locali da ballo diventano due. Le imprese della notte hanno chiuso per prime e tutti sono alle prese con affitti elevati o Imu da pagare, senza peraltro che per loro ci sia stata da parte del governo alcuna riduzione come invece è stato fatto per le strutture alberghiere. Il pericolo è che il vuoto lasciato dai locali tradizionali venga così colmato da strutture abusive, cioè da soggetti senza autorizzazioni che non rispettano le regole igienico-sanitarie e di somministrazione delle bevande, con gravissimi rischi per la salute dei giovani». —

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