Toscana
Piazzone, i dubbi dei revisori sul reale interesse pubblico
viareggio
Quarant’anni di concessione di un bene pubblico garantiti ad un privato - sottraendo lo stesso bene alla gestione pubblica - sono un «periodo così lungo» che necessita di «aver prima acquisito le informazioni necessarie per valutare l’assoluta convenienza dell’operazione. Sia sotto l’aspetto finanziario che sotto l’aspetto dell’interesse pubblico, che dalla documentazione prodotta pare non emergere». Così il parere dei revisori dei conti del Comune (presidente Eros Ceccherini, con i colleghi Laura Venturi ed Anna Molinaro) sull’ipotesi di project financing per la ristrutturazione del Piazzone che l’amministrazione Del Ghingaro intende mettere a gara, sulla base della proposta targata “Genimm Srl”.
Parere dal quale è scaturita la necessità di affidare a terzi la verifica del reale interesse pubblico della operazione, oltre che i conti della stessa, ma che non era tra gli atti consegnati ai consiglieri comunali prima del voto sulla delibera di avvio del project, nonostante che gli stessi revisori scrivano: «Il richiesto parere doveva essere acquisito prima dell’assunzione dell’atto deliberativo consiliare, trattandosi comunque di un’operazione riconducibile tra gli strumenti di finanza innovativa». Tesi contestata dal segretario generale del Comune, dopo la riunione dell’otto maggio, presenti - oltre ai revisori ed al primo cittadino - anche l’assessore alle Finanze, Laura Servetti, il ragioniere capo Alberto Bartalucci e lo stesso segretario generale, Fabrizio Petruzzi. Analizzate tutte le carte, il Collegio dei revisori conclude: «La convenienza rispetto all’appalto tradizionale non appare sufficientemente declinata nella individuazione dei benefici sia di carattere economico, concretizzati in una riduzione dei costi di realizzazione e gestione dell’infrastruttura, sia riconducibili ad un incremento dell’efficienza, dell’efficacia e della qualità dei servizi erogati». Ed allora, l’invito al Comune è «ad effettuare ulteriori approfondite valutazioni comparative sia sotto l’aspetto della convenienza economico-finanziaria che sotto l’aspetto giuridico e tecnico».
A richiedere di visionare il parere dei revisori, mai consegnato ai consiglieri anche una volta arrivato, è stato il capogruppo della Lega, Massimiliano Baldini: «Avevamo chiesto risposte asseverate sul Piano finanziario e sulla sussistenza dell'interesse pubblico. Risposte non fornite che oggi scopriamo chieste dai revisori, ponendo non pochi dubbi, anzi bacchettando l'amministrazione per aver proceduto alla delibera in carenza del loro parere. Stigmatizziamo duramente il grave comportamento del sindaco Del Ghingaro e dell'amministrazione per star procedendo con superficialità e nel disprezzo delle prerogative del consiglio, assumendo decisioni che potrebbero ripercuotersi pesantemente sulle spalle dei cittadini. Se necessario procederemo in ogni sede opportuna affinché l'interesse pubblico sia tutelato». —
donatella francesconi
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