Gioco
Antonio Tomei e l’Attesa di Inaco «Il volto di chi moriva d’ansia»
L’Attesa, una delle sculture più note e più amate dai viareggini dello scultore Inaco Biancalana torna ad essere esposta in una mostra. È quella che si aprirà alla Gamc dedicata ai principali artisti viareggini. Proprio all’Attesa, lo scrittore Antonio Tomei ha voluto dedicare un suo brano. Lo pubblichiamo integralmente.
Era questo vento, Inaco, che ti portava l’ispirazione per trasferire nella docile carne del legno il lungo lamento della tua gente, quel piano che raccolto nel tuo sangue ti ha bagnato lo sguardo di dolore perenne e si è fatto tocco d’amore nelle tue mani. Sento ancora questo vento.
Era il libeccio, il vento che viene dal mare, dall’orizzonte. E del mare e del cielo libero porta l’odore e il soffio profondo.
Che vento, Inaco, investiva in quel mattino assolato il grande platano a fianco dello studio dove lavoravi ore e ore chiuso e acceso nel tuo sogno generoso. Spesso tu creavi ascoltando canzoni e rammento che si udivano le melodie provenienti dalla tua stanza correre sul vento. E i colpi dello scalpello si univano al canto e al libeccio così che vento, melodie ed anima si fondevano in un unico, potente slancio creativo.
Nacque certamente in questi giorni ventosi l’Attesa, quando tu, chino su un antico dolore, soffiasti sul legno il tragico volto di chi moriva d’ansia per i propri casi perduti nella tempesta.
Ora la sacralità di quest’opera, quasi a conclusione di un intimo destino affidatole dalla tua appassionata fantasia, è tornata in faccia al vento di mare. Né si poteva trovare più sontuosa sala di museo, con la sua sapiente dosatura d’ambiente e di luci, che fosse migliore collocazione di uno scoglio schiaffeggiato dagli sbruffi e dai venti, per questa Attesa, uscita in un giorno di libeccio da un cuore viareggino gonfio di ricordo e di dolorosa pieta.
Ciao Inaco.
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