Gioco
Ma i residenti “illustri” sono scettici «La viabilità nel quartiere esploderà»
L’architetto Zavanella: «Solo una bravata elettorale». Il dottor Longa controcorrente: «Provvedimento da adottare sempre»
Viareggio
Più no che sì. Anzi, per essere precisi quasi tutti no con un’unica voce fuori dal coro. La pedonalizzazione di via Coppino nei fine settimana d’estate non convince chi risiede in Darsena. A cominciare da quei personaggi pubblici che vi abitano o vi hanno vissuto. Non perché l’idea di una via Coppino senza auto dispiaccia. Tutt’altro. Quanto perché il provvedimento - che molti vedono come uno spot in vista delle prossime elezioni - rischia di provocare danni irreparabili alla fragilissima viabilità del quartiere. Che, con la chiusura dell’unica vera arteria di attraversamento, rischia di collassare.
Il giudizio più tranchant è quello di Gino Zavanella, architetto di fama internazionale (suo il progetto dello Juventus Stadium, tanto per citarne uno), che da anni vive in via Virgilio. «Questo provvedimento, così come è stato pensato, è un’autentica cavolata. E credo che se ne renderebbe conto anche un bambino. In piena estate, anzi addirittura nei weekend, quando sulla Marina di Levante si riversano ogni sera migliaia di persone mettendo in difficoltà la viabilità di tutto il quartiere cosa si decide di fare? Chiudere la principale via di accesso al Vialone... Certi provvedimenti, se si vogliono prendere, lo si fanno sulla base di una programmazione seria che prevede una viabilità alternativa. Viabilità che non esiste perché ancora, dopo tanti anni in cui se ne parla e basta, non si è realizzato il passante dietro lo stadio. Ecco perché credo che questa “bravata” - mi viene proprio da definirla così - sia solo una trovata elettorale che finirà per pagare chi vive nel quartiere».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Elia Pedone, noto avvocato e ex presidente della sezione arbitri di Viareggio, che abita in via Paolo Savi. «No, questa idea proprio non mi convince. È un esperimento destinato a creare caos e che alla fine andrà a ricadere sulle spalle di chi risiede in Darsena. Non voglio neppure immaginare l’inferno che si creerà in via Savi quando dalle 19 alle 22 ci sarà una interminabile fila di auto che si dirigerà nei ristoranti e nei locali del Vialone. E, al ritorno, scene analoghe si vivranno in via Petrarca e in via Virgilio. Se il sindaco non conosce la Darsena, qualcuno glielo avrebbe dovuto dire. Credo che provvedimenti del genere possano essere presi sono quando ci sarà una viabilità alternativa. Vale a dire quando sarà pronto - se mai sarà fatto - l’asse a sud».
Perplessità - ma su posizioni diametralmente opposte - arrivano invece da Massimo Ceragioli, architetto conosciutissimo in città e di posizioni filoambientaliste, che ha a lungo vissuto proprio in via Virgilio. «In generale dico che più strade si chiudono al traffico e più sono contento. E, solitamente, non sono mai contrario alle sperimentazioni. E la via Coppino senza auto è anche un esperimento suggestivo. Però se chiudi al traffico la più importante arteria della Darsena non puoi non immaginare che vi sia un pesante aggravio del traffico - ma anche dei rumori - sulle rimanenti vie di entrata e di uscita del quartiere. E allora il mio timore è che si utilizzi questo provvedimento per forzare la mano ed arrivare ad un via libera all’asse di penetrazione a sud dello stadio. E in questo momento storico ritengo che questo sarebbe un grave errore».
Per niente convinto della pedonalizzazione di via Coppino è anche Giovanni Cervelli, tenore esploso grazie alla trasmissione tv Tu si que vales e che abita da sempre in via Savi. «Chiudere nei weekend d’estate la via più importante per la viabilità in Darsena vuol dire mandare in tilt il resto del quartiere. Da anni si parla dell’asse di penetrazione per una possibile viabilità alternativa, ma per ora sono progetti che ho letto solo sui giornali. Per quanto l’idea possa essere affascinante, credo che senza dirottare altrove il traffico sia difficilmente praticabile».
La pedonalizzazione di via Coppino presenta più difetti che pregi anche per Beatrice Pieraccini, avvocato di grido (ed ex consigliera comunale) che abita in via Virgilio. «La pedonalizzazione delle strade è una necessità, specie per una città piccola come Viareggio. Ma temo per le ricadute sul traffico che il provvedimento potrà avere senza un piano più generale del traffico. Insomma, giudico il provvedimento quantomeno affrettato».
Tutti contrari? Non proprio. Fra gli abitanti “illustri” della Darsena storica, a difesa della pedonalizzazione si leva la voce di Giorgio Longa, conosciutissimo medico che vive in via Virgilio. «Sono molto favorevole a questo provvedimento. Anzi, io questo provvedimento lo terrei fisso. Il traffico? Non credo che ci saranno particolari problemi. Sì, quest’idea mi piace proprio...» —
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