Sicurezza
«Coluccini vuole cancellare le sagre legate ai partiti»
L’accusa dell’ex assessore Bertolaccini sulla mozione bocciata Il primo cittadino: solo con la delega alla giunta possiamo salvarle
LA POLEMICA
«Quel comunicato è pieno zeppo di bugie». Non utilizza mezzi termini il dottor Pietro Bertolaccini, ex assessore alla Scuola e al Volontariato della giunta Coluccini. Lo stimato medico mesi fa ha deciso di sbattere la porta e di lasciare la giunta in aperta contrapposizione con il sindaco. Proprio l’argomento sagre fa balzare in piedi Bertolaccini il quale racconta una versione differente rispetto a quella dell’amministrazione sulla mozione sagre del primo cittadino: «L’operazione del sindaco - spiega l’ex assessore al Tirreno - non ha nulla a che vedere con l’idea di salvare le sagre, tutt’altro. Si vuole cogliere l’occasione che alcune richieste sono arrivate in ritardo per scegliere arbitrariamente quali siano le feste e le sagre che si possono tenere. Quando ero assessore questa volontà era stata palesata. Dando mandato in bianco al sindaco il volontariato legato alla politica verrebbe cancellato. Invece l’amministrazione deve garantire il pluralismo e la buona volontà di tutti i volontari, anche di colore diverso dall’amministrazione».
Diversa l’opinione del sindaco Coluccini che chiede: «Bertolaccini chi?». E prosegue: «Dare mandato alla giunta significa salvare il volontariato - spiega - apriremo un tavolo di concertazione per capire in che modo svolgere. Non c’è alcuna intenzione di cancellare nessuna sagra. Già l’anno scorso si è derogato al regolamento e non c’è stato alcun caso politico. Quest’anno a maggior ragione con l’emergenza sanitaria, è necessario derogare».
Ma sul punto Bertolaccini risponde: «Quando fu sospeso in passato, la volontà politica ha dimostrato che c’era l’intenzione di salvarle tutte. Che io abbia ragione è dimostrabile dal fatto che gli stessi consiglieri della maggioranza che compongono la commissione Urbanistica hanno capito le intenzioni e hanno votato contro a quel provvedimento scellerato che di fatto va a minare, non solo le feste dei partiti, ma anche l’immagine stessa dell’amministrazione. Le intenzioni del sindaco erano palesi quando, in data 8 marzo, la giunta non aveva ancora approvato il calendario delle sagre».
La Sinistra si inserisce a gamba tesa sull’argomento accusando il primo cittadino: «In Commissione c’è stato almeno il tentativo del presidente Sisto Dati di cercare una mediazione col sindaco che chiedeva i pieni poteri. Coluccini ha rifiutato cocciutamente qualsiasi proposta, anche da parte della sua maggioranza che come noi chiedeva di convocare le associazioni, chiudendo di fatto la discussione - dicono in una nota - la sospensione a cui fa riferimento fu concordata con le associazioni proprio per consentire lo svolgimento delle sagre e che fu votata anche da Forza Italia e Coluccini non era presente. Intanto le nostre associazioni aspettano risposte chiare sull’argomento». —
C.B.M.
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