Gioco
Via libera ai lavori di recupero della chiesa di San Bartolomeo
Il progetto di recupero è stato promosso dal consiglio parrocchiale e può contare sul contributo della Fondazione Carilucca e sui fondi dell’8 per mille
PIETRASANTA
È ufficiale: sono stati affidati all’impresa Gaglio di Pisa e alla ditta Elettroimpianti di Camaiore i lavori di recupero della chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, realizzabili grazie al rilevante contributo della Conferenza episcopale italiana con i fondi provenienti dall’otto per mille alla chiesa cattolica a cui si è aggiunto il generoso contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Lucca.
Il progetto di recupero della chiesa di Ponterosso prevede due fasi di intervento e con l’odierno affidamento saranno eseguiti lavori di risanamento della copertura e degli intonaci esterni e interni, la sostituzione degli infissi, l’adeguamento dell’impianto elettrico e di riscaldamento. Il progetto è stato promosso dal Consiglio parrocchiale e prevede un investimento che per la prima fase ammonta a circa 250 mila euro. I lavori dovranno essere ultimati non oltre il 31 gennaio 2021 e tutte le operazioni di cantiere sono seguite dall’ingegnere Italo Viti e dall’architetto Enrico Mazzei che sono anche gli estensori del progetto.
«Un particolare ringraziamento va alla Curia Diocesana di Pisa che con il lavoro attento e professionale dei suoi uffici hanno assistito a tutte le operazioni fino ad oggi messe in campo» fanno sapere dal consiglio parrocchiale. Per il parroco don Alessandro Previato l’iniziativa rappresenta un importante passo in avanti nella tutela e valorizzazione del capitale artistico di cui vanta il territorio.
Secondo diverse fonti l’edificazione della chiesa risulta anteriore al 1167, anno in cui i lucchesi distrussero il citato borgo di Brancagliana, situato tra il lago di Porta e Ponterosso, lungo la via Regia di Genova e con esso si presume anche la chiesa. Anche questo edificio riedificato fu pesantemente compromesso nel bombardamento degli alleati del 24 luglio 1944 il cui obbiettivo era la distruzione del vicino ponte sull’Aurelia e ferroviario. La ricostruzione della chiesa, come oggi la vediamo, avvenne sul medesimo sito della precedente e stessa tipologia strutturale con unica navata. La riapertura al culto poté avvenire il primo luglio 1950.
«Con l’odierno intervento – commenta don Alessandro – è stato dato il via al percorso di conservazione e recupero del bene, finalizzato alla sua riapertura, atteso che questa chiesa per la comunità residente è un edificio che ne rappresenta l’identità culturale, sociale e religiosa. Attendiamo, continua don Alessandro, con gioia il momento in cui potremo risentire la festosa distesa delle nostre campane, da una chiesa completamente rinnovata: voce di Dio e richiamo alla fraternità tra gli uomini. Speriamo che quel giorno arrivi presto e per questo faccio appello alle istituzioni, associazioni, realtà imprenditoriali e commerciali della nostra Comunità parrocchiale, perché vogliano aggiungersi nel contribuire alla realizzazione di questa impresa davvero grande».
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