I dubbi del Vialone: va capito come gestire il flusso dei nostri clienti
viareggio
La pedonalizzazione di via Coppino non può che interessare anche chi lavora sul viale Europa. Se poi si tratta di due darsenotti, quindi gente che vive il quartiere, allora si capisce quanto l’interesse per la novità si accompagni a dubbi e perplessità. Che non mancano.
A preoccupare Giacomo Maggiorelli, titolare del bagno Arizona, e Isabella Baldi, avvocato e figlia dei gestori del bagno Rossella, è soprattutto l’uscita dal Vialone della clientela degli stabilimenti. Persone che nei fine settimana d’estate potrebbero rimanere imbottigliate, nel caso in cui via Coppino sia chiusa alle auto. Anche alle 19.
«È l’unico aspetto che mi lascia un po’ perplesso e che secondo me va gestito bene – dice Maggiorelli – Sappiamo tutti che nei mesi clou della stagione balneare i nostri clienti vanno via piuttosto tardi dalla spiaggia: ho l’impressione che, se trovassero impossibile transitare da via Coppino, ci sarebbero dei problemi. Io, da questo punto di vista, sono favorevole all’asse di penetrazione, anche se in maniera non devastante per il nostro territorio. Secondo me è l’unico modo per risolvere l’imbuto che si crea in Darsena. Detto questo – prosegue Maggiorelli – la proposta è interessante. Lo dico sia da residente di via Savi che da titolare di un bagno con il ristorante aperto sabato sera. Da cittadino, mi piace l’idea di uscire di casa nelle sere d’estate e andare a passeggio per la via principale del quartiere. Da imprenditore, non credo che sarebbe un problema per il nostro ristorante. Anzi, si potrebbe abbinare la cena con la passeggiata in via Coppino, magari sfruttando anche delle navette».
Più perplessa Isabella Baldi, anche lei residente in Darsena e la cui famiglia gestisce un altro bagno con attività di ristorazione sul Vialone, il Rossella.
«Non mi preoccupa tanto l’arrivo serale dei clienti ai locali, che secondo me avranno comunque una viabilità alternativa – dice – Piuttosto i clienti del bagno che ci hanno già contattato, perché temono di dover andare via prima dalla spiaggia. La questione del traffico resta fondamentale: al nostro ristorante arrivano in tanti da fuori Versilia. Se poi ci mettiamo anche il viale dei Tigli chiuso... Forse avrei aspettato ancora del tempo perché gli effetti del Covid venissero attenuati. La Darsena rischia di essere messa in difficoltà». —
m.t.
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