Il Tirreno

Versilia

Monte Altissimo, via libera all’Henraux

Tiziano Baldi Galleni

Dopo una maratona di nove ore, il consiglio dà l’ok all’estrazione di 550mila metri cubi di marmo in dieci anni

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seravezza

Alla fine la delibera del Piano di bacino monte Altissimo est (cave Cervaiole) passa. Henraux può estrarre potenzialmente fino a 550 mila metri cubi di marmo in 10 anni. Ma l’approvazione non è stata scontata: sono stati solo 7 i voti favorevoli: il sindaco Riccardo Tarabella, tre assessori e tre consiglieri di maggioranza. Cinque invece gli astenuti, fra cui gli assessori Giuliano Bartelletti e Dino Vené. E due i contrarti: Andrea Giorgi di Idee in Comune e Davide Giannini del M5S.

In quello che è stato forse uno dei consigli comunali più lunghi (9 ore), per vagliare 56 osservazioni e fare le dichiarazioni di voto finali al Piano, la maggioranza si è divisa. Due pezzi importanti della giunta non hanno dato il loro assenso. Mentre all’appello mancavano anche due consiglieri di maggioranza.

Lo scontro principale ha riguardato il quantitativo di marmo concesso ad Henraux. C’era già stata una riduzione, da 700 a 550 mila mc, rispetto alla proposta iniziale: un valore ancora troppo alto per metà dei consiglieri. «Il Piano regionale cave concede a Seravezza un tetto massimo di estrazione di 1 milione e 600 mila mc in 20 anni – ha ricordato Vené –. Concederne solo ad un’azienda, per un solo bacino di cava, 550 mila in 10 anni significa togliere risorse ad altre aziende del territorio».

Solo per le cave di Henraux ci sono da approvare altri 5 piani di bacino. «Sono a favore dell’escavazione – prosegue Vené – ma ci vuole anche un contributo adeguato alla comunità per ciò che si chiede».

Analogo l’intervento di Bartelletti, fatto insieme agli altri, dopo che la vicesindaca Valentina Salvatori è arrivata esausta alla fine dell’illustrazione in videochiamata delle 56 osservazioni. «Riconosco lo sforzo fatto da Salvatori e la mia astensione sarà sofferta, ma vi assicuro – ha detto Bartelletti - che non va oltre le motivazioni che darò. Il quantitativo permesso è fuori da ogni logica anche delle stesse capacità che l’azienda ha di estrarre basandosi sui dati degli anni precedenti».

Motivazione che è intercorsa anche sui banchi della minoranza: Giorgi ha sostenuto con i numeri, in base ai metri cubi concessi dai piani di coltivazione precedenti, che Henraux di fatto estrae meno marmo. Fra le altre critiche anche il fatto che il Piano non recepisse molti degli elementi del protocollo sulle Cervaiole figlio dell’Inchiesta pubblica del 2006.

A difendere il Piano sono stati Salvatori e Tarabella. «Si conclude un percorso importante – ha detto Salvatori – con questo Piano avremo una regolamentazione dell’attività di cava come non c’era mai stata, e un contributo importante al territorio. Oggi si scava in un altro modo e si potrà autorizzare estrazioni in maniera puntuale. Il Pizzo di Falcovaia non sarà più area estrattiva ma un’area a valenza paesaggistica. Il protocollo del 2006 indicò il valore di 830 mila metri cubi e si approvò l'abbassamento del Picco Falcovaia: era migliore?».

Il sindaco Tarabella ha invece fatto un paragone con altre realtà del lapideo dove «si sono accaparrati grandi quantitativi. Abbiamo lavorato per la nostra comunità: Seravezza rischiava di rimanere senza lavoro e senza la risorsa marmo da estrarre. I contributi di Henraux alla comunità ci saranno. Oggi questa è un’azienda moderna che guarda anche all’arte e che inorgoglisce il nostro Comune dove confermo anche io si deve fare filiera corta». —

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