Il Tirreno

Versilia

La rabbia degli imprenditori 

Le discoteche non riapriranno «Norme troppo stringenti»

Le linee guida prevedono il ballo a distanza di due metri e la possibilità solo all’aperto Benvenuti (Confesercenti): «Impossibile riaprire»

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viareggio

Addio a balli e strusciamenti. Quest’estate i Tony Manero di casa nostra dovranno riporre le scarpe nell’armadio. I protocolli imposti alle sale da ballo sono troppo stringenti e per molti imprenditori del divertimento notturno questo significa tenere i sigilli.

«Con le linee guida che la Conferenza delle Regioni ha finalmente pubblicato, la maggior parte delle discoteche in Versilia avranno molte difficoltà a riaprire. Non ci resta che sperare in una revisione di questi protocolli da parte della Regione che tenga conto dei nostri pressanti appelli e delle bozze che abbiamo già presentato all'assessore Bugli».

C’è delusione infatti da parte di Confesercenti Toscana Nord, con il suo responsabile Versilia Daniele Benvenuti: «Tra gli aspetti che rendono davvero difficile ad un locale pensare solamente a riaprire – spiega Benvenuti - c'è innanzitutto il distanziamento di due metri per chi vuole ballare nella pista che in questa fase può essere solo all’aperto. Nessuna eccezione per i congiunti che invece possono tranquillamente seduti senza distanziamento ai tavoli del locale da ballo. Congiunti che quindi possono mangiare insieme al ristorante, andare al cinema o a teatro uno accanto all’altro, ma non ballare insieme. Per questo chiediamo l’estensione anche ai locali da ballo dei protocolli validi per tutte le altre categorie proprio relativamente ai congiunti».

Secondo Confesercenti la questione dell’obbligo di utilizzo solo di piste all’aperto è un duro colpo per la Versilia: «Locali da ballo che dispongono di piste all’aperto sono davvero pochi e comunque con spazi di dimensioni tali da non permettere il distanziamento. C’è poi da considerare tutta la parte della logistica che nelle linee guida sembra essere stata dimenticata. Citiamo un esempio per capire le difficoltà: la Capannina di Viareggio è uno dei locali più grandi della Toscana, con una pista esterna di 250 metri quadrati. Con tale dimensione possono ballare distanziati al massimo 60 persone. Ma con quale criterio? Chi decide chi balla e chi resta a sedere e quando invertire le posizioni? È chiaro che gli estensori delle linee guida hanno una idea molto distorta dei locali da ballo. E poi i costi per il personale in aggiunta a quello previsto, ad esempio per il servizio di consumazione al tavolo obbligatorio; tutto questo con la spada di Damocle di un acquazzone estivo che potrebbe far saltare la serata all’aperto ma non certo cancellare le spese dei titolari».

La conclusione di Daniele Benvenuti: «Ci auguriamo che la Regione, con la quale avevamo attivato un dialogo costruttivo, possa intervenire recependo le nostre semplici proposte. Il rischio, altrimenti, è che i locali da ballo non possano riaprire per le oggettive difficoltà». —

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