Gioco
L’opposizione all’attacco «Amministrazione spaccata»
Seravezza
Zero collaborazione col mondo dell’associazionismo, così come con le minoranze. E’ una delle ragioni per cui i gruppi di opposizione hanno bocciato il Piano di bacino delle Cervaiole, approvato dal consiglio con 7 voti della maggioranza. E secondo le minoranze congiunte - i consiglieri Andrea Giorgi, Vanessa Greco, Elena Luisi (l’unica assente all’assise comunale), Riccardo Cavirani, Davide Giannini, Sonia Domenici - questo aspetto è emerso anche nella videoconferenza in cui è andato in onda il consiglio comunale martedì sera. «Chi ha ascoltato in diretta audio, si sarà oltremodo reso conto che non c'è stata possibilità alcuna – spiegano in una nota stampa - di collaborare con questa amministrazione, non c'è stata apertura ai contributi portati da associazioni importanti del territorio, sindacati, enti e opposizioni. Nelle 56 votazioni è stata regolarmente bocciata la grande maggioranza delle osservazioni presentate. Segno evidente della scelta fatta nel 2018 di arrivare ad un obiettivo già scritto e prefissato in sede di adozione».
Il Piano, di iniziativa privata della Henraux, era stato adottato nel novembre 2018. «Se noi consiglieri di opposizione abbiamo votato contro o ci siamo astenuti, va sottolineata, oltre all'assenza di due consiglieri di maggioranza, l'astensione di due assessori. Che uno strumento così importante passi in questo modo, la dice lunga e conferma le divisioni che sin dall'inizio del mandato hanno caratterizzato l'amministrazione».
È mancata «la volontà e l'attenzione tutta politica, al territorio e al futuro», sostiene la minoranza. «Fare di più era necessario, per il bene del territorio, per una visione d'insieme strategica che potesse conciliare lavoro, impresa, turismo, ambiente, cultura e sostenibilità. Per questa ragione fondamentale abbiamo deciso di astenerci o votare contro a questo accordo che non porterà benefici alla nostra comunità».
Secondo la vice Salvatori ha però spiegato che «le molte novità introdotte migliorano il Piano originario», garantendo un equilibrio che «da un lato supporta l’attività produttiva in una prospettiva di sviluppo ma sempre nel pieno rispetto degli equilibri e delle esigenze di tutela paesaggistica e ambientale del territorio». —
T.B.G.
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