Attenzione
Discoteche chiuse e senza protocolli: oggi protesta a Roma
viareggio
«Urgente prevedere una data di riapertura per i locali di intrattenimento», così la posizione di Silb-Confcommercio all’indomani dell’incontro in Regione Toscana, concluso con un niente di fatto. «Data certa per la riapertura e protocolli anticontagio ragionevoli e condivisi per far ripartire il mondo delle discoteche» sono le richieste che Silb Confcommercio ha presentato agli assessori regionali Vittorio Bugli e Stefano Ciuoffo, affinché se ne rendano portavoce nei confronti del Governo centrale. Per dare maggior forza alla voce degli operatori, peraltro, il sindacato oggi scenderà in piazza Montecitorio, a Roma, con un flash mob di protesta.
«Il settore dei locali di intrattenimento è stato il primo a chiudere e rischia di essere l'ultimo a riaprire- si legge in una nota del sindacato di categoria - e per questo abbiamo sollecitato le Regione Toscana, che è sensibile alle nostre istanze, a portare avanti le nostre proposte con le altre regioni ed il Governo. Ad oggi non c'è ancora una data di riapertura e mancano le linee guida per poter riaprire in sicurezza. Noi abbiamo fatto una serie di proposte per colmare queste lacune ed è senza dubbio un punto di partenza che deve essere integrato e completato. C'è bisogno però di maggior attenzione e considerazione verso un settore che solo in Toscana interessa quasi 15.000 persone tra addetti ed indotto generale. Tutti gli stagionali al momento sono al palo e, mentre quasi tutte le categorie sono riuscite a rimettersi in moto, il nostro orizzonte è ancora nebuloso».
I locali come le discoteche, conclude la nota di Confcommercio, «hanno spazi ampi sia all'interno che all'esterno per garantire il distanziamento richiesto e poter garantire un divertimento in tutta sicurezza agli utenti. In più i titolari sono ovviamente disposti a mettere in campo tutte le ulteriori misure necessarie per tutelare la salute dei clienti e dei lavoratori. L'importante, però, è fare presto e mettere tutto nero su bianco, perché altrimenti rialzarsi da questa crisi diventerà impossibile per la maggior parte dei locali, con conseguenze sociali ed occupazionali gravissime». —
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