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Testamento conteso, Ramacciotti: «Io difendo le ultime volontà»

 Testamento conteso, Ramacciotti: «Io difendo le ultime volontà»

Botta e risposta tra l’ex presidente della Misericordia di Stiava e la Misericordia di Viareggio in attesa del processo di appello 

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il caso

Chiamato in causa dal presidente della Misericordia di Viareggio, Gabriele Cipriani, ecco la replica di Alberto Ramacciotti, ex presidente della Misericordia di Stiava in merito alla vicenda della eredità dei coniugi Minnie Da Caprile e Ado Duccini che vede la Misericordia di Viareggio voler proseguire per vie legali dopo che il Tribunale di Lucca ha decretato valido il testamento originario. «Per sgombrare il campo da volute incertezze, preciso che io intervengo - e sono intervenuto in passato da quando, nell’estate 2018, non sono più (non essendomi ricandidato) presidente della Misericordia di Stiava - sì a titolo personale, ma dopo aver sempre concordato le mie iniziative con gli eredi del primo testamento che la sentenza di primo grado ha ritenuto essere l’unico valido, ad oggi. Sono uno dei pochi che ha conoscenza diretta della storia e degli sviluppi di questa spiacevole vicenda, e della famiglia degli aventi causa e la cosa crea non pochi imbarazzi e fastidi. Ma non mollerò mai perché ormai è una questione di principio nella ricerca di quella verità e giustizia, certamente dovuti ad una famiglia le cui memorie e vere volontà meritano di essere riconosciute e difese. Mi riservo di chiarire molti altri particolari che meritano di essere conosciuti e approfonditi e che, probabilmente, non sono noti neanche a molti di coloro che hanno sollecitato la presa di posizione di Cipriani. Per ora è giusto ritenerli in buona fede, almeno fino a che non sapranno la vera storia».

Ramacciotti aggiunge: «Non è la prima volta che si tenta di estromettermi dalla vicenda, salvo avermi regolarmente - e volentieri - accettato al tavolo quando tentavo convintamente una difficile mediazione».

Infine, una «amara riflessione», così declinata: «Chi mai potrebbe accusare gli amministratori della Confraternita di “non aver usato la diligenza del buon padre di famiglia” perché ha fatto del bene al De Sortis (si badi bene che nel primo testamento è nominato erede diretto- con vincolo di destinazione delle somme- mentre negli altri due unico erede è la Misericordia di Viareggio), ai Poveri Vecchi, alla casa di riposo dei Sette Santi fondatori e anche alla Misericordia di Stiava?». —

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