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Da Lombrici a Candalla i volontari ripuliscono le colline di Camaiore
camaiore
Chi pensava che la pandemia ci avrebbe reso migliori almeno nel rispetto dell’ambiente si sbagliava. E di parecchio. Terminato il periodo di confinamento, strade e luoghi naturali sono tornati a ripopolarsi di persone e dei rifiuti da loro lasciati. Ne sono testimoni i volontari dell’associazione “Insieme si può – per Camaiore”, riuniti sabato pomeriggio per una raccolta spontanea in Candalla, partendo da Lombrici e proseguendo per il sentiero che porta al Mulino di Taccone, la via per Casoli e via Nuova, sino a giungere all’incrocio che porta a Greppolungo: in tutto, circa un chilometro. Mozziconi di sigarette, cartacce e bottiglie sono il materiale recuperato in prevalenza dal gruppo dei volontari, che lungo il percorso non hanno potuto fare a meno di notare cumuli di sacchi di rifiuti abbandonati in vari spiazzi a margine della strada. O, peggio ancora, gettati tra la vegetazione.
Individuate anche un paio di discariche abusive (eternit, ingombranti e sacchi neri) prontamente segnalate al Comune per una rimozione quanto più rapida possibile. «E’ una storia che, purtroppo, si ripete puntualmente - commenta Giorgio Silicani, rappresentante di Insieme si può -. Ci auguravamo che con l'emergenza sanitaria potesse crescere la sensibilità delle persone verso le tematiche ambientali. Ed invece dobbiamo prendere atto di una ignoranza generalizzata. Le iniziative come le nostre, per quanto utili, da sole non bastano a risolvere una criticità che si trascina da molto tempo: i Comuni si stanno muovendo, ma occorrono rimedi ancora più efficaci».
Tra le soluzioni proposte, «l'uso di telecamere da collocare in particolare in quei punti dove abitualmente vengono scaricati rifiuti di grandi dimensioni».
L'associazione "Insieme si può” è stata già protagonista nel recente passato di varie raccolte nel comprensorio di Camaiore. A fine maggio, ad esempio, in seguito ad una segnalazione i componenti del gruppo avevano ripulito due parcheggi a Lido (uno su viale Kennedy, l’altro in via Alighieri) adibiti perlopiù ai camper, portando via riviste, bottiglie, sacchi interi di immondizia, stoviglie, pezzi da campeggio, salviette, ma anche guanti e mascherine: la nuova piaga post-pandemia. «E' un fenomeno preoccupante - prosegue Silicani -, accentuato soprattutto in prossimità di negozi e supermercati: il problema è che, trattandosi di oggetti molto leggeri, con una folata di vento si disperdono facilmente e possono finire in spiaggia o peggio ancora in mare». —
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