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Rami e detriti deturpano la spiaggia

Luca Basile
Rami e detriti deturpano la spiaggia

Con la piena i residui vegetali sono finiti prima in mare e poi a riva. Giovannetti: «Ulteriore aggravio per una stagione difficile»

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PIETRASANTA. La pioggia, torrenziale, di giovedì scorso, inonda, attraverso i fossi, la spiaggia di Marina di Pietrasanta di rami, detriti, residui vegetali e nel mirino di Comune e balneari ci finisce il Consorzio di bonifica. «Dovrà compartecipare alle spese di rimozione e di smaltimento» è la missiva a firma del sindaco Alberto Giovannetti alla luce della situazione, pesante, certificata ieri mattina sull’arenile marinello, in particolare a Motrone e Fiumetto.

«Ho già anticipato al presidente del Consorzio la strada che, la mia amministrazione, intende percorrere. La quantità di sfalci e detriti approdata sul litorale, alla vigilia del fine-settimana, è un ulteriore aggravio nei confronti di una stagione già difficile. Così non va bene», commenta Giovannetti che aggiunge: «È chiaro che non si tratta del lavarone a cui siamo abituati, ma di sfalci e detriti derivanti dalla pulizia di canali e fossi che il maltempo ha trascinato fino al mare e poi sulle nostre spiagge. Premetto che apprezzo il lavoro che sta facendo il Consorzio di bonifica e ne riconosco la sua importanza, ma in questo particolare caso è altrettanto evidente che ha una precisa responsabilità in merito a questa situazione. Il Consorzio di bonifica deve compartecipare ai costi che dovremo sopportare per rimuovere l’enorme quantità di detriti e cumuli di sfalci e deve assumersene la responsabilità nei confronti dei cittadini e delle imprese. Ersu – ribadisce Giovannetti – è già stata allertata così da procedere appena possibile alla rimozione dei detriti presenti oggi sulla spiaggia».

Con l’amministrazione comunale che aveva provato, nei mesi scorsi, a coinvolgere la Regione Toscana sul tema del lavarone visto che, questa la tesi del Comune di Pietrasanta, «il materiale che approda sulle spiagge viene trascinato per chilometri dai corsi d’acqua e canali che sono di competenza regionale».

Richiesta però rigettata dalla Regione: la competenza del lavarone è comunale. Come detto, però, ad alzare la voce non è solo il primo cittadino visto che anche il presidente della categoria dei balneari, Francesco Verona critica l’operato del Consorzio di bonifica. «La situazione è seria: visto che la stagione già si presenta complicata c’è un certo sconforto fra noi concessionari. Stamani (ieri per chi legge, ndr) ci siamo ritrovati con la spiaggia letteralmente invasa da sfalci e residui vegetali di vario genere oltre, ovviamente, al lavarone. Ma il vero problema è quello del verde: se si tagliano i cigli dei fossi, procedendo ad un corretto sfalcio e poi, il materiale tagliato viene lasciato lungo gli argini, quando siamo in presenza di una pioggia torrenziale come quella di giovedì scorso, le conseguenze sono disastrose perché i fossi portano tutto in mare che a sua volta riversa poi i residui sull’arenile. Ma perché questi sfalci non vengono raccolti? È chiaro che, a questo punto, serve una compartecipazione della spesa di rimozione da parte del Consorzio di bonifica: non siamo nelle condizioni, e non lo troviamo neppure giusto, che l’onere debba ricadere tutto sulla nostra categoria». —
 

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