Il Tirreno

Versilia

Al Festival Puccini la prosa affianca la lirica

Donatella Francesconi
Al Festival Puccini la prosa affianca la lirica

Estate di sperimentazione: parte degli spettacoli si sposta alla Cittadella e al Museo Puccini

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VIAREGGIO. Stagione completamente rivoluzionata per il Festival Pucciniano, edizione numero 66, al tempo del virus. «Abbiamo rinviato il cartellone già programmato», spiega Laura Simonetti, presidente della Fondazione Festival Pucciniano, «e ne è stata inventata una nuova, con coraggio e responsabilità, dentro la quale avremo l’Opera e prosa, musica classica e musica sacra nelle chiese di Viareggio». Una stagione «più lunga del solito», sottolinea Simonetti, e che tocca più sedi, a cominciare dalla Cittadella del Carnevale. «Se poi qualcuno volesse esibirsi nel nostro teatro ne saremmo davvero felici», la butta lì la presidente.

Tra le scelte di una Fondazione che sfida se stessa nel mantenere una proposta pur nella difficile ’estate 2020, anche quella di una politica dei prezzi che «punta a coinvolgere tutti coloro che non si sono mai avvicinati alla lirica, agevolati con cifre bassissime», sottolinea Franco Moretti, direttore della Fondazione. Una scelta tesa anche a «fidelizzare gli spettatori e consentire di assistere anche l’anno prossimo alla stagione lirica». Oltre ai voucher di rimborso per gli oltre 7mila biglietti già venduti per il cartellone pre-pandemia, ci saranno «agevolazioni per i possessori di quei biglietti, con l’intento di vederli spettatori anche quest’anno». In un’estate un po’ così, che Torre del Lago affronta “armata” della filosofia del direttore artistico Giorgio Battistelli, alla sua prima prova in riva al lago. «Un Festival della creatività italiana e non solo» - così la presentazione di Battistelli - «ma anche uno spazio per creare le visioni del futuro. Mancano i soldi, ma ancora più drammatica è l’assenza delle idee», ed il riferimento è ampio, al panorama culturale italiana, con o senza virus.

La parola d’ordine è «allargare il perimetro consolidato, che è quello intorno alle opere di Puccini». Ed allora ecco la prosa, con due grandi attori come Sergio Castellitto e Isabella Ferrari che a Torre del Lago, il 10 luglio, portano il testo di Valerio Cappelli, “Ci sono giorni che non accadono mai”, musica inedita di Ennio Morricone, per raccontare l’amore al tempo del virus. Biglietti da 11 a 27,50 euro, tanto per un esempio dei prezzi proposti.

Tornando a Puccini, Stefania Sandrelli sarà, invece, la voce narrante in “Agli astri e al ciel”, due serate a luglio a Villa Puccini, dedicate ed ispirate a Tosca. E poi, tre registi per tre opere: Valentina Carrasco, per “Gianni Schicchi” (dirige John Axelrod), 25 euro posto unico, alla Cittadella il 27 giugno; Stefano Monti, per “Tosca” (dirige Alberto Veronesi); Manu Lalli per “Madama Butterfly” (dirige Enrico Calesso). Filo comune, l’obbligo di “invenzione”, tra scenografie ridotte all’osso e distanziamento di chi si muove sul palcoscenico. Nella girandola di proposte (che avrebbero potute essere legate da una narrazione comune più stringente) anche uno spazio dedicato alle orchestre: quella del Pucciniano, diretta da Veronesi l’undici luglio per accompagnare “La voce della luna”, di e con Stefano Massini, fra racconti e musica delle tre opere della stagione; l’Orchestra nazionale di Santa Cecilia, il 28 luglio, diretta da Antonio Pappano; e di nuovo quella del Pucciniano per il film “Tempi Moderni”, dirige Timothy Brock.

«Ho provato a realizzare un programma che consentisse di tener fede al progetto di rafforzare l’identità culturale del Festival, di un festival che parlasse anche ai giovani, con registi che al servizio delle opere del grande repertorio si lasciassero ispirare dalla creatività e dai linguaggi contemporanei», è la sfida di Battistelli. —


 

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