Gioco
Giani: «Per la mobilità tra regioni si poteva attendere ancora un po’»
Il post del presidente del consiglio regionale infiamma il dibattito social: «Appello inascoltato, ma sul contagio sono ottimista»
forte dei marmi
«Ho qualcosa da dire ai nostri amici lombardi e piemontesi. Spero che il Governo aspetti qualche giorno ancora per aprire i confini regionali. Lo dico con franchezza»: così il primo giugno scriveva attraverso Facebook Eugenio Giani, presidente del consiglio regionale toscano e candidato del centro sinistra alla carica di presidente della Regione. Così non è andata: il governo Pd (partito del quale Giani è esponente)-Cinque stelle ha scelto il via libera alla mobilità tra regioni a partire dal 3 giugno. «Il mio era un appello», spiega Giani al Tirreno, «fatto nel momento in cui ritenevo di avere voce in capitolo». Un appello che proseguiva con queste parole: «Nelle vostre regioni il virus ha colpito la popolazione con una violenza inaudita e ancora ci sono molti nuovi contagi. Vi posso garantire che abbiamo vissuto, e stiamo vivendo, le vostre traversie con grande apprensione e solidarietà. Proprio per questo, però, nel tendersi la mano tra italiani, dobbiamo applicare grandissima cautela».
Cautela che - continua Giani oggi che l’appello è rimasto inascoltato - avrebbe potuto portare «ad attendere un’altra settimana», così da avere un monitoraggio più approfondito e completo dei dati dei contagi nel Nord Italia.
Giani difende il “modello” toscano di lotta alla pandemia: «Ci siamo conquistati, in Toscana, risultati straordinari nella lotta al virus e dobbiamo, con la vostra pazienza, portare avanti questa battaglia vincente. Oggi possiamo decretare la Toscana regione “Covid-free” visto che registriamo in totale un solo nuovo contagio. E questo dimostra che abbiamo lavorato bene».
Il presidente del consiglio regionale dichiara di ritenersi «ottimista per quanto arriva dalla comunità scientifica degli operatori sul “campo”», secondo il cui “polso” «il virus si sta affievolendo. Come dimostra il fatto che vi siano meno contagi».
Resta lo stato d’animo collettivo di chi già fa i conti con la riapertura delle seconde case di proprietà di residenti nelle regioni del Nord Italia più colpite. Tanto che il post di Giani ha scatenato un affollato dibattito che ha coinvolto anche molti lombardi. Con una maggioranza di post “made in Toscana” favorevoli alla tesi dell’attesa per la riapertura della mobilità tra regioni.
La domanda è, dunque, inevitabile: adesso, che si fa con i turisti in arrivo dal Nord Italia? Accoglienza? Diffidenza? Inclusione sì, inclusione no? Giani archivia l’appello rivolto pre apertura dei confini regionali e la chiude così: «Che i lombardi ed i piemontesi vengano ad imparare da noi come si organizza il sistema sanitario pubblico che ha retto molto meglio di quanto non sia accaduto nelle loro regioni». —
donatella francesconi
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