Il Tirreno

Versilia

il caso 

Testamento conteso parla la Misericordia

1 MINUTI DI LETTURA





viareggio

La Misericordia di Viareggio risponde sul caso del testamento conteso che ha visto, nei giorni scorsi, l’intervento di Alberto Ramacciotti, già presidente della Misericordia di Stiava. E lo attraverso poche righe a firma del presidente, Gabriele Cipriani.

«La Misericordia di Viareggio si mostra rammaricata riguardo a quanto pubblicato in merito ad una certa eredità. Come presidente dell’ente avrei volentieri taciuto per non fare da cassa di risonanza a certe notizie ma, sollecitato da alcuni consiglieri, devo spendere alcune parole. Poche. Gli amministratori dell’Ariconfraternita viareggina hanno l’obbligo di mostrare la diligenza del buon padre di famiglia. I nostri legali affermano che scostarsi dal comportamento che finora abbiamo tenuto significa venire meno al nostro dovere. Fino al termine dell’iter giudiziario il testamento valido è quello che vede la Misericordia di Viareggio come erede universale. Poiché si sarebbe dovuti addivenire ad una proposta conciliativa, l’ente da me presieduto era intenzionato a rinunciare al 100% dell’eredità per un 70%, meno della media aritmetica fra quel 45% stabilito nel primo testamento ed il 100% del secondo testamento (quello attualmente valido). Tengo a precisare che il signor Ramacciotti esprime un parere personale ad oggi non convalidato dalla presidenza della Misericordia di Stiava». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa