Sicurezza
Il Parco sulla Morina: «Sea deve spostarla»
Tempi certi e un progetto definito di trasloco per l’impianto di Sea Risorse ad ora senza autorizzazione
viareggio
L’impianto di compostaggio del verde della società Sea Risorse, alla Morina, era autorizzato «come temporaneo fino a gennaio 2020» e «ad oggi non risulta più autorizzato»: così l’Ente Parco, chiamato a dare il proprio parere nell’ambito della procedura di Valutazione di impatto ambientale per il rinnovo della Autorizzazione ambientale all'esercizio dell'impianto. Un parere necessario in quanto le attività che vengono svolte alla Morina ricadono nell’ambito del territorio del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
L’iter che ha portato alla determina numero 277 del 25 maggio 2020 è passato anche da un parere del Comitato scientifico del Parco presieduto da Gianni Maffei Cardellini e diretto da Riccardo Gaddi, che la determina firma. Parere nel quale si è sottolineata la necessità di «dare un tempo non eccessivamente lungo per la delocalizzazione, sia per il progetto che per l'effettivo trasferimento in altro sito». Ed è stata avanzata la richiesta che «il proponente (Sea Risorse, ndr) fornisca tempi certi per la delocalizzazione».
In realtà il trasferimento della Morina era condizione che già nel 2010 il Parco aveva messo sul tavolo in fase autorizzativa, impegnando Sea Risorse (azienda che vede insieme il Comune di Viareggio ed aziende del Gruppo Del Pistoia) a presentare periodiche relazioni sullo stato di avanzamento del progetto di “trasloco”. «Le relazioni semestrali richieste nelle prescrizioni sono sempre state inviate regolarmente», sottolinea nella controdeduzioni Sea Risorse. Visto il decennio trascorso da qualche parte dovrebbe esservi una stanza, e forse non basterebbe, per contenerle tutte.
Va ricordato che sull’impianto e sui responsabili Sea Risorse grava un procedimento penale scaturito dopo le accurate verifiche alla Morina del personale della Procura (aliquota Capitaneria) che tratta questioni ambientali, insieme ai tecnici specializzati di Arpat Lucca. Verifiche che hanno portato ad individuare l’impianto della Morina e le sue lavorazioni come causa del cattivo odore, insopportabile, che per anni ha ammorbato le notti viareggine. Tanto che le prescrizioni fornite all’impianto hanno disposto lavoro significativi. Nel replicare alle osservazioni dei cittadini, Per Sea Risorse sembra che mai niente sia accaduto: «Non è mai stata individuata la responsabilità dell’impianto, piuttosto sono state individuate una serie di concause (Salov; Pioppogatto; torba; Florovivaismo) che avrebbero potuto contribuire alle maleodoranze».
La determina del direttore del Parco Gaddi fa propria l’analisi del Comitato scientifico, là dove dispone: «Sulla base dei risultati della Valutazione di Incidenza e dell’Istruttoria redatta, nonché del parere rilasciato dal Comitato Scientifico» si dà atto che «ai fini della delocalizzazione dell’impianto, debba essere presentato un progetto organico integrato complessivo, completo dei relativi studi ambientali aggiuntivi ed integrativi dello Sia presentata, da sottoporre a procedimento valutativo».
Nel progetto «dovranno essere definiti localizzazioni, tempi e modalità di trasferimento, anche con riferimento all’eventuale necessità di mantenimento, per il tempo strettamente necessario e comunque definito, di parziali attività temporanee ad esclusiva finalità dell’attuazione della delocalizzazione». —
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