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il caso 

Darsena Lucca, sfratto per le barchine

D.F.
Darsena Lucca, sfratto per le barchine

L’Autorità portuale ha concesso ad un’impresa privata uno dei due tratti dedicati alle imbarcazioni ai lavori

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viareggio

Due tratti di 25 metri ciascuno della banchina della Darsena Lucca, lato via sono destinati - dal Regolamento per la disciplina dell’accosto e dello stazionamento delle unità ai lavori presso le banchine pubbliche del porto di Viareggio” -«all’effettuazione di lavorazioni a bordo delle unità alle quali è consentito l’accosto e lo stazionamento per tale causa esclusiva». La gestione delle banchine ai lavori nel porto di Viareggio è soggetta al controllo della Autorità portuale regionale, ente al quale gli armatori delle barche che hanno necessità di approdo per lavori pagano cifre per diritti di istruttoria a partire da 750 euro per 30 giorni, e poi rimodulate a seconda dei periodi necessari.

Il Comitato portuale dell’ottobre 2019 ha però deciso che -partendo proprio alla destinazione alle barche ai lavori sopracitata - può essere accolta la domanda di un soggetto privato di ottenere in concessione una porzione di banchina di 102,61 metri quadrati e di uno specchio acqueo di 250 metri quadrati «per poter ormeggiare le barche che necessitino temporaneamente di specifiche lavorazioni». Come si passi da banchine ai lavori, e dunque disponibili a tutti in quanto pubbliche, previo rispetto di quanto disposto dal Regolamento, alla concessione al privato nell’atto non è chiaro. Fatto sta che nello spazio richiesto si è andata ad insediare la società “Motonautica Luchetti Srl”, con concessione della durata di 4 anni.

Ed in Darsena Lucca il 22 maggio scorso è comparso un avviso della Capitaneria: «Si informa che il tratto di 25 metri della banchina Est (lato cantiere Azimut Benetti) e lo specchio acqueo antistante sono stati assegnati in concessione demaniale marittima alla “Motonautica Luchetti”. Al fine di consentire l’esecuzione dei lavori di manutenzione ed arredamento portuale, tutte le unità ormeggiate alla banchina dovranno lasciare il libero il posto entro il 31 maggio». Nel caso che le piccole barche, che hanno sempre pagato il dovuto alla Autorità portuale, non vengano spostate, saranno rimosse coattivamente.

La vicenda pone due questioni. La prima è il precedente di un tratto di banchina pubblica, destinata ai lavori, che viene data in concessione ad un privato: è un precedente e l’Autorità portuale intende procedere allo stesso modo per altri tratti di banchine con le stesse caratteristiche? La seconda è quella che pongono i proprietari delle piccole barche ormeggiate: «Dove le collochiamo, sfrattati da un giorno all’altro, tra gli strascichi dell’emergenza sanitaria e la cronica carenza di posti barca in Darsena a Viareggio?». —

D.F.

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