Via ai contributi alle attività rimaste chiuse per il virus
seravezza
Pronto il bando per l’assegnazione di un contributo comunale “una tantum” alle attività economiche costrette alla chiusura nella fase più severa dell’emergenza coronavirus. Sarà pubblicato domani sul sito web del Comune di Seravezza e da quel momento i potenziali beneficiari potranno iniziare a presentare le loro domande.
«Avevo promesso un’azione rapida e così è stato», dichiara il sindaco Riccardo Tarabella. «Abbiamo elaborato il bando puntando a renderlo semplice e inclusivo, soprattutto per le piccole realtà del territorio, le più colpite dalla crisi. Definiremo lo stanziamento del bando dopo aver ben assicurato la tenuta finanziaria dell’ente per tutto il 2020». L’amministrazione comunale conferma così la scelta di campo del contributo puntuale, preferendolo rispetto a forme più generalizzate di esenzioni tariffarie. «Il contributo diretto, commisurato al danno effettivamente subito e alle caratteristiche delle singole aziende, ci è apparsa la soluzione preferibile per far arrivare l’aiuto del Comune esattamente dove ce n’è bisogno, “in un’ottica di solidarietà sociale e di sussidiarietà rivolta a sostenere l’economia del territorio”, come scriviamo nel bando», spiega l’assessore Valentina Salvatori. Potenziali destinatari del contributo sono gli esercizi commerciali di vicinato e le attività artigianali di servizio e di produzione, i pubblici esercizi, le agenzie e, più in generale, le imprese commerciali e artigiane che svolgono attività in sede fissa nel Comune di Seravezza e che sono state costrette alla sospensione per effetto delle disposizioni anti Covid-19. Rientrano fra i beneficiari anche le imprese turistiche nonché le imprese e le aziende agricole. Requisito fondamentale e inderogabile per tutti: aver conseguito nel 2019 un fatturato inferiore ai 400 mila euro. Non possono chiedere il contributo gli outlet, i temporary store, i compro-oro o similari, le sale scommesse e le attività non ancora attive alla data dell’11 marzo 2020 o quelle che, alla medesima data, non erano state ancora riaperte in conseguenza di cessazione di un’attività preesistente. Le domande vanno presentate entro il 20 giugno.
Il Comune selezionerà e valuterà le richieste pervenute in due fasi. La prima, di carattere formale, per verificare la coerenza delle domande rispetto ai contenuti e alle finalità del bando. La seconda, alla quale avranno accesso solo le domande risultate idonee, per attribuire un punteggio sulla base dei seguenti criteri: i giorni di sospensione dell’attività; la percentuale di diminuzione del fatturato nel periodo compreso fra l’1 marzo e il 30 aprile 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso; l’eventuale acquisizione da parte del titolare o dei soci di altri contributi pubblici legati all’emergenza coronavirus (credito d’imposta, cassa integrazione, altri contributi comunali); il pagamento o meno di un affitto per l’immobile in cui si svolge l’attività; il numero dei dipendenti dell’impresa. In base al punteggio ottenuto, le domande ritenute idonee saranno suddivise in tre distinte fasce. A ogni fascia corrisponderà un contributo di diverso importo. —
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