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la sentenza 

«Troppi supermercati»: anche il Tar boccia il progetto del Lidl a Forte dei Marmi

«Troppi supermercati»: anche il Tar boccia il progetto del Lidl a Forte dei Marmi

Il tribunale ha dato ragione al Comune che aveva negato il permesso di costruire alla società

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FORTE DEI MARMI. Nell’ex area Galeotti lungo la via Provinciale non potrà nascere un nuovo supermercato Lidl, come la società proprietaria, la Gin srl, e Lidl Italia stessa, ritenevano possibile. A ribadire il no del Comune è adesso il Tar che ha dato ragione all’amministrazione comunale di Forte dei Marmi che aveva negato l’istanza presentata dalle due società nel maggio del 2019 proprio per costruire lì una nuova media struttura di vendita.

La zona da tempo è degradata e l’area in questione è importante vantando circa 7100 mq, su cui le due società erano intenzionate a edificare un supermercato di 600 mq, previa, ovviamente, demolizione di un vecchio fabbricato. Dal diniego comunale nacque così il ricorso al tribunale amministrativo della Toscana. A difendere l’ente sono stati l’avvocato Alberto Benedetti e il legale del Comune Giuliano Turri, che, insieme al capo di gabinetto Stefano Neri, hanno individuato la linea di difesa.

La storia di questa area è lunga e risale almeno ai tempi dell’amministrazione Bertola che lì aveva previsto la realizzazione di un centro commerciale, subordinandolo però alla rilocalizzazione di un’altra struttura simile già presente sul territorio comunale. Tanti anni fa, infatti, si parlò dello spostamento della Conad, ad esempio, e la vicenda ebbe anche grande risalto nazionale perché l’archistar svizzera Mario Botta aveva progettato per quel terreno che si affaccia sulla Provinciale di Marina una struttura di grande valore architettonico. Poi, per varie ragioni, non se n’è fatto più nulla: negli anni sono passate le amministrazioni comunali, la stessa area ha cambiato proprietari e anche la legislazione in materia si è evoluta, al punto che la nuova proprietà riteneva di potervi sostanzialmente realizzare un supermercato senza spostarne lì uno già esistente.

«Siamo davvero soddisfatti di questo primo risultato – ha commentato Neri – perché il Tar ha riconosciuto, superando la liberalizzazione delle licenze commerciali, l’aspetto urbanistico su cui avevamo puntato. La legge 241 del 2011 dà, in merito, agli enti la possibilità di introdurre limitazioni a tutela dell’ambiente urbano».

Ai fini «dell’esercizio del potere comunale di programmazione – si legge infatti nella sentenza del Tar che cita analoghi precedenti giurisprudenziali –, assumono rilevanza una serie di aspetti quali la conformazione del territorio e le attività commerciali invi insediate ed il carico umano ad esse riconducibile sia in termini di operatori preposti all’esercizio delle attività sia, soprattutto in riferimento ai potenziali fruitori dell’offerta commerciale». E ancora: «Pertanto in forza di tale disposizione legislativa, le prescrizioni contenute nei piani urbanistici, rispondendo per propria natura all’esigenza di assicurare un ordinato assetto del territorio, possono porre limiti agli insediamenti degli esercizi commerciali e la diversità degli interessi pubblici tutelati impedisce di attribuire in astratto prevalenza alle norme in materia commerciale rispetto al piano urbanistico».

«In definitiva – conclude il Tar – la motivazione dell’atto impugnato, incentrata sulla situazione edilizia delle aree limitrofe e sulla disciplina urbanistica, è sufficiente a sorreggere la validità del diniego di permesso di costruire».

Forte dei Marmi dunque, con questa vittoria, difende ancora una volta la propria autonomia nel determinare la qualità del proprio tessuto urbano, politica su cui si sono sempre fondate le scelte della pianificazione territoriale comunale, a tutela della qualità della vita cittadina e dell’offerta turistica. —

R. F.
 

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