Gioco
Parchi giochi nelle frazioni in stato di abbandono Ecco la mappa del degrado
Da Strettoia a Valdicastello, da Capezzano Monte alla Traversagna: sporcizia, erba alta, altalene inutilizzabili, pozzanghere di acqua putrida
LA DENUNCIA
Erba alta, rovi, altalene soffocate nella sterpaglia, sporcizia, acqua stagnante e putrida: non entrate in quel parco. O meglio: non entrate in quei parchetti di frazione dove il degrado fa da cornice. «È una vergogna. I bambini sono rimasti chiusi in casa per mesi a causa dell’emergenza sanitaria e una volta finalmente fuori, quando hanno riaperto questi spazi – segnalano alcuni genitori da Strettoia – si sono trovati davanti a un muro di sterpaglie. Complimenti a chi in Comune doveva garantire un minimo di decoro e giochi all’aria aperta ai nostri piccoli e non l’ha fatto. E la domanda è perché non è stato fatto».
Malumore segnalato anche da altre località. Anche perché la mappa del parchetto sotto casa fagocitato dall’indifferenza accomuna Valdicastello a Capezzano Monte, Strettoia alla Traversagna. «Con una recente ordinanza la Regione Toscana – ricorda Nicola Conti, Pd – ha rilasciato le prescrizioni minime da seguire per la riapertura post covid anche dei parchi giochi. Tutti felici quindi per i bambini? Niente affatto. Abbiamo fatto un rapido tour di alcuni parchi cittadini: da Valdicastello, a Capezzano Monte, da Strettoia sopra la chiesa e al campetto sotto la scuola Mutti, da via Due Giugno in Traversagna allo skate park vicino la Pesa il panorama è sempre lo stesso: erba alta, rifiuti e protezioni compromesse, staccionate deteriorate inesorabilmente dal tempo a causa dell’assenza di manutenzioni, giochi dei bambini sommersi da siepi e rovi. In realtà stiamo assistendo ad un ritardo generalizzato – prosegue Conti – nella cura del decoro e nelle manutenzioni più semplici, forse complice il virus che contrasta però con le dichiarazioni di un sindaco in affanno secondo cui non si sono mai fermati. La realtà è sotto gli occhi di tutti e al 31 maggio, con il mondo turistico che è ripartito, l’amministrazione con i suoi piccoli interventi uguali tutti gli anni, è ferma al palo. E questa volta non potranno dare la colpa né al Governo e né alla Regione. Con una postilla: la Regione impone, all’ingresso dei piccoli parchi, l’affissione di un avviso che richiama, in più lingue, al rispetto delle distanze, all’uso se richiesto della mascherina e a varie altre prescrizioni. a Pietrasanta è stata rispettata questo obbligo informativo?».
Nel frattempo a pagare l’incuria nei piccoli parchi di paese, che fa tristezza e lascia perplessi sono, ancora una volta, i più indifesi: i bambini. —
L.B.
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