Gioco
Perini, i lavoratori: «L’azienda anticipi la cassa integrazione»
Ieri mattina l’assemblea ha votato lo sciopero poi sospeso dopo l’incontro con l’amministratore delegato Lamberto Tacoli che ha fornito rassicurazioni
viareggio
Clima caldo in Perini Navi dove, ieri mattina, i lavoratori si sono riuniti in assemblea. Intorno all’ora di pranzo il voto: sciopero. Poi, nel primo pomeriggio, l’incontro con il presidente ed amministratore delegato Lamberto Tacoli. Al termine un passo indietro rispetto allo sciopero, ma solo fino al 4 giungo quando è fissato un nuovo incontro azienda-sindacato sul altre situazioni aziendali. Sullo sfondo della gravi crisi che investe un’azienda della nautica simbolo di Viareggio la richiesta di lavoratori e sindacato che Perini Navi anticipi la cassa integrazione legata al periodo di emergenza sanitaria, «oltre alla quattordicesima maturata», sottolinea Nicola Riva, responsabile Versilia della Fiom-Cgil. Presente all’assemblea che ha votato lo sciopero anche la rappresentanza sindacale aziendale di Perini Navi, cantiere di La Spezia.
Nel primo pomeriggio sono arrivate le rassicurazioni dell’amministratore delegato sui pagamenti richiesti. Ma molte sono le questioni che rimangono aperte per i dipendenti del colosso della grande vela che ha avviato la procedura, in tribunale, per la ristrutturazione dell’importante debito, ipotesi compresa di cambio di maggioranza al vaglio di qui ai prossimi due mesi.
A cominciare dall’avvio della cassa integrazione straordinaria, previsto per il 18 giugno, e continuano con quanto sta accadendo alle molte imprese esterne che assicurano a Perini Navi il completamento delle imbarcazioni in costruzioni.
Il meccanismo messo in atto dalla azienda che nel 2018 ha completato il passaggio in maggioranza della famiglia Tabacchi prevede che le imprese degli appalti Perini abbiano un credito aperto (per acquisto materiali, stipendi dei dipendenti e tutto quanto è necessario) con Banca Ifis. Credito coperto da Perini navi, «almeno fino a 5-6 mesi fa», racconta il titolare di una piccola impresa: «Adesso la paura di tutti noi è che la banca ci chieda di rientrare alla luce di quanto sta avvenendo in Perini». Scenario che metterebbe in ginocchio decine di piccole e medie imprese, con tutte le conseguenze del caso sul futuro delle stesse imprese e dei loro dipendenti.
«Siamo di fronte a una condizione debitoria che diventa esponenziale», è la preoccupazione espressa da Nicola Riva al termine dell’assemblea.
La partita sindacato-azienda riprende subito dopo il ponte del 2 giugno. E non sarà né facile e neppure breve. Condotta di pari passo con l’analisi dei conti che Sanlorenzo dovrà avviare per portare a termine l’operazione di acquisizione della maggioranza di Perini Navi. —
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