La protesta
Dottoressa deve fare i conti con la rinuncia della babysitter
Aveva paura del contagio e quindi non ha più seguito i figli Il primario: grande stress psicologico per tutti gli operatori coinvolti
le testimonianze
Non ci sono solo i pazienti da assistere. Non c’è solo la paura di essere contagiati o di contagiare i propri familiari. C’è anche da fare i conti con le difficoltà della vita quotidiana. Ad esempio i figli che non vanno a scuola. Ma una dottoressa del reparto di Riabilitazione del Versilia ha dovuto fare i conti anche con la rinuncia della babysitter, che non ha più voluto frequentare casa sua per timore del contagio.
Una vicenda triste che racconta molto di cosa abbiano dovuto affrontare gli operatori sanitari. «È stato uno sforzo enorme da parte di tutti – dice il primario Federico Posteraro – sul piano dello stress psicologico legato a motivi familiari: molti operatori coinvolti sono donne anche con figli piccoli. Sforzo anche dal punto di vista lavorativo in quanto, per il personale medico, siamo stati costretti a triplicare i turni di guardia a causa della creazione del reparto Covid ed alle condizioni lavorative, con i dispositivi di protezione che non consentono turni prolungati».
«L’esperienza maturata in terapia intensiva – dice Marco Grassi, coordinatore infermieristico del reparto Covid – la collaborazione di Joelle Ranieri, coordinatore infermieristico dell’area No Covid, e del Gruppo assistenziale (infermieri ed oss) della Riabilitazione, ci hanno permesso di affrontare una situazione nuova: l’organizzazione della Riabilitazione per Covid positivi o in fase di guarigione. La gestione dei dispositivi di protezione non è stata facile, ma il puntuale approvvigionamento, da parte della Direzione di presidio, ci ha permesso di ottimizzare le risorse a garanzia della massima sicurezza. Sapevo di far parte di una grande squadra, ne ho avuto la certezza quando ha cominciato a giocare». Anche il personale dell’area No Covid e Covid guariti, coordinato da Joelle Ranieri, è stato molto coinvolto nella riorganizzazione. La riorganizzazione del personale di Riabilitazione è stata coordinata dal responsabile, Andrea Marchetti, con una rotazione tra i vari professionisti. «C’è stata disponibilità da parte del personale a partecipare a questa avventura, che ha richiesto anche l’individuazione di spazi da dedicare alla fisioterapia, in particolare motoria e respiratoria all’interno del reparto stesso. Creando luoghi attrezzati che consentissero il trattamento di un paziente alla volta». —
M.T.
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