Gioco
Il Pd va all’attacco sul nuovo impianto dei rifiuti al Pollino
pietrasanta
Il via libera ad un impianto – l’ennesimo al Pollino – di trattamento rifiuti, in via Colmate, zona inceneritore, amareggia, stupisce e preoccupa la comunità. Notizia, quella pubblicata ieri in cronaca, che oltre ad innescare la dura reazione da parte dell’Associazione per la tutela ambientale della Versilia è motivo di critica al curaro, diretta a Giovannetti&co, da parte del Partito democratico.
«Più volte era stato affermato che questo impianto sarebbe stato chiuso alleggerendone il carico di rifiuti e procedendo per fasi successive, alla bonifica congiuntamente allo smantellamento e alla riconversione verso attività di educazione ambientale dell’ex inceneritore. Invece di tutto questo non si vede nulla, a parte un iter amministrativo avviato undici mesi fa, senza che venisse appunto comunicato ai cittadini la procedura per ampliare la possibilità di conferimento di rifiuti proprio alle Colmate. Perché non è stato fatto un processo partecipativo pubblico? Se non si fa su questi temi allora quando si condividono con i cittadini le scelte che poi ricadono sula salute di tutti? E non si dia la colpa alle restrizioni del virus, perché era necessaria una concertazione non solo con gli abitanti del Pollino, ma con tutta la città e comuni limitrofi. Perché ambiente e salute non hanno confini amministrativi».
«Ricordiamo inoltre che l’articolo 29 del Regolamento urbanistico impone che per queste aree sia approvato un progetto dalla giunta comunale con specifica convenzione: in altri termini la giunta non se la può cavare – aggiungono dal Pd – lavandosene le mani e assegnando la responsabilità della scelta all’azienda e alla Regione. Anzi, se volesse, potrebbe anche impedire l’implementazione del sito».
Dal Partito Democratico parole al curaro anche nei confronti dell’assessore Elisa Bartoli «che da ottobre 2019 ha a disposizione i risultati dello studio epidemiologico sugli effetti dell’inceneritore di Falascaia concluso nel 2016 e che avrebbe già dovuto comunicarlo alla cittadinanza. È inspiegabile questo atteggiamento tenuto dall’amministrazione. Ci sentiamo vicini agli abitanti del Pollino e a coloro che da anni lottano per tutelare l’ambiente e la salute: numeri delle indagini epidemiologiche a parte, sappiamo che la zona ha pagato a caro prezzo la presenza di un carico ambientale senza paragoni» . —
L. B.
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