Il Tirreno

Versilia

Campane a festa, tornano le messe aperte ai fedeli «È un bel giorno»

Simone Pierotti

Oggi prima domenica con le nuove disposizioni anti-Covid Don Leonardo: «Questo weekend è un banco di prova»

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Viareggio

«Le messe sono il primo, vero evento pubblico in Italia dopo la fine del lockdown». Chissà, persino il più irremovibile tra i non credenti si ritroverebbe d'accordo con le parole di don Leonardo Della Nina, parroco della chiesa di San Giuseppe a Torre del Lago e - da poco meno di un mese - vicario zonale dell'arcidiocesi di Lucca. Perché sì, magari in Germania sono già riprese da una settimana le partite di calcio, «l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo» come lo definì Pasolini, ma rigorosamente senza tifosi sugli spalti. Qua, invece, i portoni di parrocchie, cattedrali e duomi sono tornati a spalancarsi anche per i fedeli. «Ovviamente non abbiamo mai smesso di celebrare la messa durante la quarantena - ricorda don Leonardo - ma eravamo tra noi, a porte chiuse... Con i fedeli è tutta un'altra storia. E vale soprattutto per le parrocchie di quartieri molto popolosi come la stessa Torre del Lago: sono volti ormai familiari, è come vivere all'interno di una comunità».

E infatti «la prima messa con le nuove disposizioni è stata un'emozione davvero particolare, riabbracciare - simbolicamente, s'intende - i fedeli dopo due mesi... Lunedì eravamo una trentina circa, è stato un bel momento».

Mai, però, quanto il primo weekend di messe aperte al pubblico dopo il lockdown: «Sì, assolutamente, questo fine-settimana sarà il banco di prova più importante per le nuove disposizioni - prosegue don Leonardo - come lo vivo? Con un duplice sentimento. Da una parte la felicità, la gioia di un ritorno alla normalità, seppur con tutte le misure previste dal decreto. Dall'altra un po' di apprensione e di attenzione affinché le cose vadano nel verso giusto».

Umori che sembrano pervadere anche i frequentatori delle parrocchie: «Tantissimi sono contenti di essere ritornati, ma so anche che qualcuno è ancora timoroso e preferisce restare a casa: per un po' di tempo continuerà a seguire la messa in televisione».

Le disposizioni anti-Coronavirus - ne parliamo qui a fianco - sono state ben recepite da tutti. «Debbo dire che i preti sono stati ben ammaestrati in queste ultime due settimane. Quanto ai fedeli, ce ne renderemo conto sicuramente meglio in questo weekend, ma finora chi è venuto in chiesa ha capito e si è sistemato al posto segnalato senza particolari problemi. Naturalmente, i componenti dello stesso nucleo familiare che vivono assieme possono sedere uno accanto all'altro».

Una delle novità, semmai, è l'obbligo di comunicare in anticipo la propria partecipazione alla funzione religiosa, prenotando il proprio posto sul sito dell'Arcidiocesi di Lucca e Viareggio nell'apposita sezione 'Io torno a messa in tutta sicurezza': «Sul sito è presente l'elenco di tutte le chiese che celebrano la funzione - spiega ancora don Leonardo - gli ingressi sono contingentati e per ogni chiesa sono indicati gli orari delle messe, i posti ancora disponibili e la capienza massima consentita. Che ovviamente varia da parrocchia a parrocchia: qui a Torre del Lago possiamo ospitare fino a 120 persone, mentre in chiese più grandi come quella della Migliarina si arriva a 200. Che è il tetto massimo fissato nel decreto: a Lucca, ad esempio, era stato calcolato che dentro la cattedrale potessero starci più di 300 fedeli. Ma 200 è il limite massimo a cui tutti devono adeguarsi».

Ovviamente «per chi avesse poca dimestichezza con le nuove tecnologie può prenotare il proprio posto telefonando alla parrocchia. E, nel caso in cui non fosse stata raggiunta la capienza massima, si potrà assistere alla messa anche senza prenotazione. Ma solo se non è stato raggiunto il limite previsto». Insomma, meglio prenotare. —



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