Gioco
Richiesta all’Asl: all’ombrellone i piatti cucinati nel ristorante
Meciani: ho messo sei tende in più e sono pronto ad assumere altri camerieri Verona: ci diano una deroga, così si evita l’assembramento tra i tavolini
viareggio
Le spiagge della Versilia cambiano, ma non sta scritto da nessuna parte che debbano farlo in peggio. Ecco perché i balneari sono pronti a rilanciare sulla questione dei servizi alla clientela. Perché non si perda la qualità che è il tratto distintivo di un’offerta turistica vincente (e che non può mai essere slegata dai prezzi richiesti).
Da qui la decisione di andare in pressing sull’Asl, per permettere ai ristoranti dei bagni di sopravvivere diversificando le modalità con cui si servono i piatti. L’idea è quella di agevolare il consumo sotto l’ombrellone dei piatti cucinati espressi, oltre che del classico contenuto della borsa frigorifero che i bagnanti si portano da casa.
In questo modo, si spiega, si potrebbe aggirare il problema del distanziamento tra i tavolini, evitando che crollino i fatturati de i ristoranti su spiaggia.
«Ogni cliente ormai si aspetta di trovare nello stabilimento la cucina, parte irrinunciabile del servizio – dice Martino Barberi, presidente dei balneari di Forte dei marmi – di sicuro ci sarà un periodo di rodaggio per riprendere le fila di una situazione snaturata dall’emergenza sanitaria, mantenendo il distanziamento. Sulla spiaggia del Forte, però, potrebbe essere l’anno della ristorazione da asporto, cioè della possibilità per il cliente di prendere il cibo al ristorante e portarlo sotto l’ombrellone per consumarlo».
In realtà alcuni balneari vorrebbero un salto ulteriore. Balneari come Alessandro Meciani, che al suo bagno La Pace a Viareggio ha tolto alcuni ombrelloni e messo sei tende in più, nell’idea di sfruttare i maggiori spazi che dà la tenda.
«Ma soprattutto – dice Meciani – vorrei poter portare i pasti direttamente all’ombrellone, grazie a un cameriere che fa il servizio ad hoc. Sono pronto ad assumere anche altre persone, passando dai 10 dipendenti attuali a 11-12: in un momento del genere non è poco. Ma l’Asl deve darci il via libera. Io credo che una soluzione come questa andrebbe incontro alla necessità di evitare assembramenti al ristorante».
Francesco Verona, titolare del bagno King e presidente dei balneari di Marina di Pietrasanta, è della stessa idea.
«La possibilità che i nostri bagnanti consumino il pasto del ristorante sotto l’ombrellone o sotto la tenda – dice – è una richiesta che abbiamo fatto all’Asl. Serve che l’azienda sanitaria ci dia una deroga, almeno per quest’anno: nella prossima stagione turistica si vedrà. A noi pare una soluzione semplice e immediata per evitare gli assembramenti tra i tavolini, garantendo la massima sicurezza. E fare in modo che gli stessi ristoranti lavorino».
Sulla proposta si era espresso nelle scorse settimane anche il deputato Pd Umberto Buratti, fortemarmino ed esponente della famiglia balneare dell’Impero: l’ex sindaco di Forte auspicava una soluzione che da un lato ricordava tempi andati, dall’altro sembrava l’adeguamento perfetto a una situazione come quella attuale. Dove bisogna fare i conti con i rischi legati all’emergenza Covid. —
m.t.
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