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In arrivo al Pollino un altro impianto per il trattamento e il recupero rifiuti

Luca Basile
In arrivo al Pollino un altro impianto per il trattamento e il recupero rifiuti

Scatta la protesta dei cittadini pronti alla mobilitazione «Noi tenuti all’oscuro, perché non ci hanno informati?»

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PIETRASANTA

Dalle parti del Pollino la notizia farà tutt’altro che piacere: in via Colmate, infatti, l’attuale impianto di stoccaggio diventerà un impianto di selezione, trattamento e recupero dei rifiuti. «E tutto questo nel silenzio assoluto del Comune, nessuno ha infatti informato la comunità. Siamo senza parole» è il pensiero dell’Associazione per la tutela ambientale della Versilia che entra nel dettaglio della questione. «Il 27 aprile scorso è stato adottato un nuovo atto che, invece di prevedere la dismissione e lo spostamento dell’impianto Ersu di via Colmate come promesso dal Comune, prospetta una modifica gestionale che a tutto fa pensare, tranne che appunto alla sua chiusura. In sostanza è stata data la possibilità di adottare nuove modalità di trattamento dei rifiuti e di utilizzare apparecchiature di selezione e recupero, ovvero un trituratore mobile. In questo modo – spiega Daniela Bertolucci, referente dell’associazione – potranno essere ancora gestiti oltre 33mila tonnellate di rifiuti annui stoccati, ma anche trattati. Impianto che si andrà a sommare a quelli già esistenti del verde, del lavarone, dello Statuario, per non parlare del depuratore e dei rifiuti inerti. Il nostro timore è che queste modifiche siano state richieste per potere conferire anche rifiuti da Camaiore, recentemente entrato in Ersu. Fra l’altro parliamo di un impianto posizionato a ridosso della discarica, sfruttandone in parte la superficie per lo stoccaggio e lo scarico dei rifiuti Ersu. Impianto che nel 2020 risulta essere tecnologicamente superatoe non si capisce perché Ersu non stia ottenendo con la stessa celerità l’autorizzazione su Pioppogatto per il dislocamento, dove ci sono dei capannoni chiusi non utilizzati e ben più adeguati perché sotto aspirazione e non all’aperto come alle Colmate» precisa Bertolucci che aggiunge: «La cosa che più ci lascia amareggiati e che i cittadini non si meritano il completo silenzio da parte del Comune: il sindaco e l’assessore all’ambiente avrebbero dovuto informare per tempo la cittadinanza di quello che sta succedendo sul territorio. E pensare che ultimamente avevamo visto diversi interventi di consiglieri di maggioranza che si litigavano un ruolo per il Pollino: i vari Gabriele Marchetti e Sandra Da Prato dove sono adesso? Perché non ci hanno avvertito di questi ulteriori impatti ambientali e di conseguenza sanitari? È mai possibile che la storia si deve sempre ripetere come fu per l’inceneritore? Perché non si riesce a bonificare un’area così compromessa come quella delle Colmate? Nel frattempo i risultati dell’indagine epidemiologica non sono ancora stati divulgati alla comunità».

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